Elezioni 2019 Spagna Sanchez Governo di Minoranza

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Il Partito Socialista di Pedro Sanchez rifiuta di cercare una coalizione di governo, i socialisti intendono formare un governo senza scendere a patti con nessuno. No a Podemos di Pablo Iglesias, no agli indipendentisti catalani e baschi, no anche a Ciudadanos (Albert Rivera aveva già assicurato di voler stare all’opposizione). Si prospetta dunque un governo socialista senza maggioranza, cioè un governo di minoranza. Spieghiamo meglio di cosa si tratta.

Il Partito Socialista ha ottenuto 123 seggi al Congreso de los Diputados, la maggioranza è fissata a 176 seggi, come farà dunque il Partito Socialista, vincitore delle elezioni, a formare un governo?

Il piano di Pedro Sanchez è quello di raggiungere un accordo per poter lasciar insediare il governo e votare la fiducia (in Spagna si dice “acuerdo para la investidura”) con qualche altro partito (Ciudadanos o Podemos) e poi formare un governo tutto socialista e chiedere, di volta in volta, alla camera di approvare le leggi e gli emendamenti.

Governo senza maggioranza: alcuni precedenti

  • elezioni regionali Andalusia 2015: la socialista Susana Diaz (presidente uscente della regione in cui si è votato pochi mesi fa) fu investita Presidente della regione andalusa grazie proprio a questo “acuerdo para la investidura” tra Partito Socialista e Ciudadanos.
  • elezioni spagna 2015: il vincitore delle elezioni, il Partito Popular di Mariano Rajoy ottiene 123 seggi ma non ha la maggioranza per formare da solo un governo, il Re Felipe proposte comunque a Mariano Rajoy di cercare un accordo ma Ciudadanos si rifiutò di siglarlo, il Re Felipe decise allora di dare l’incarico a Pedro Sanchez, il 24 febbraio 2016 il Partito Socialista e Ciudadanos arrivano all’accordo per l’investitura di Pedro Sanchez come Presidente del Governo ma il patto alla fine salta perché le altre formazioni erano contrarie (Socialisti e Ciudadanos insieme non arrivavano alla maggioranza), si cercò dunque di siglare un patto tra Socialisti, Ciudadanos e Podemos, naufragò anche questo. Si cercò dunque di creare una maxi coalizione tra Partito Socialista e Popular per dare l’avvio alla legislatura ma anche questa via non potrò a nulla. In quell’occasione si tornò a votare a giugno 2016.
  • elezioni Spagna 2016: si ripeté tutto, il Partito Popular vinse le elezioni con 137 seggi ma non ottenne la maggioranza, per scongiurare le nuove elezioni, considerando che sei mesi prima la Spagna aveva già votato, Ciudadanos decise di sostenere l’investitura di Mariano Rajoy senza partecipare alla formazione del governo, si creò quindi un governo di minoranza. Il governo Rajoy fu in carica due anni perché giorno 1 giugno 2018 si votò la moción de censura (proposta dal Partito Socialista), il governo Rajoy cadde e si formò una nuova maggioranza grazie alla coalizione formata dal Partito Socialista (85 seggi) e Podemos (71 seggi) che vennero a patti con le formazioni indipendentiste catalane e basche per raggiungere così la maggioranza. Il governo durò molto poco, Pedro Sanchez annunciò dunque il ritorno alle urne nell’aprile 2019.

L’accordo per l’investitura non significa necessariamente formare un governo di coalizione, quello che cerca il Partito Socialista è che gli altri partiti votino la fiducia al governo per senso di responsabilità.

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