Pubblicato 22 Set 2018

Aggiornato 22 Set 2018

Martin Luther King Institute contro Quim Torra e l’indipendenza della Catalogna

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Figuraccia di Quim Torra, lo xenofobo che è diventato presidente della regione catalana per volere di Carles Puigdemont.

Il passato 4 settembre il presidente della regione Catalogna ha tenuto un discorso nel Teatro de Cataluña paragonando il movimento indipendentista catalano alla lotta per i Diritti Civili di Martin Luther King, a questo link il testo integrale del discorso di Torra. Arriva però la replica indignata del Martin Luther King Jr. Research & Education Institute,  infatti il direttore dell’istituzione, il dott. Clayborne Carson ha rilasciato un’intervista al quotidiano El Confidencial dove afferma che:

Non è giusto che gli indipendentisti catalani usino la figura di Martin Luther King. Luther King stava cercando di liberare gli afroamericani da un sistema d’oppressione, e non vedo come far parte della Spagna sia un’oppressione. Per cominciare, nessuno impedisce agli indipendentisti di esercitare i loro diritti umani fondamentali, non sono neanche oppressi come gruppo, quindi i due movimenti non sono paragonabili. Inoltre, non si può negare che esista una motivazione economica nel movimento indipendentista della Catalogna, si tratta di una regione ricca, che se si separasse dalla Spagna, causerebbe danni ad altri gruppi sociali … quello che stanno facendo in realtà è negare agli altri i diritti che rivendicano per se stessi. Penso che separare una regione ricca dal resto di un Paese non sia paragonabile alla difesa dei diritti umani. Se ogni persona al mondo avesse diritto di organizzare un movimento secessionista ci sarebbero 10.000 paesi al mondo. E questo renderebbe questo un mondo migliore? Io non la penso così, Luther King ha cercato di costruire un mondo che ci unisse tutti, non uno che ci separava e costruiva mura. Ha lavorato per un mondo che superasse le differenze tra le persone, non per uno che soccombesse alle sue posizioni. Posso capire il diritto generale delle persone per formare la loro nazione, ma devono essere consapevoli che se lo fanno per motivi culturali o etniche, si verrà a creare nel paese una minoranza di persone che si sentono schiacciate e private dei loro diritti, e che alla fine dovrebbero lasciare la loro terra. Questo è già successo nel processo di separazione dell’India e Pakistan 70 anni fa. I musulmani hanno dovuto lasciare l’India e gli indù, lasciare il Pakistan. Ed è stata una tragedia. Il fatto di disobbedire e sostenere la nonviolenza non converte automaticamente la causa in giusta e corretta, ma  solo se con essa non si nega agli altri l’esercizio dei loro diritti.  Se oggi la California si separasse dagli Stati Uniti, riceverebbe molti supporti ma genererebbe anche una resistenza molto forte, questo potrebbe portare ad una guerra civile. Posso capire entrambe le posizioni, di solito provo empatia per i movimenti di liberazione ma l’attuale tendenza mondiale verso il secessionismo è molto pericolosa. Se dovessimo votare negli Stati Uniti adesso, molti vorrebbero costruire un nuovo paese per loro, in particolare l’uomo bianco della classe media, che si sente minacciato “.

L’articolo de El Confidencial ha generato molti insulti da parte della compagine indipendentista, così El Confidencial ha messo a disposizione degli utenti l’audio originale dell’intervista:

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