Pubblicato 21 Apr 2018

Aggiornato 21 Apr 2018

ETA chiede perdono alle vittime innocenti del terrorismo separatista

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L’organizzazione terroristica ETA, che ha causato la morte di 853 persone in cinque decenni di omicidi, rapimenti e sabotaggi, ha riconosciuto venerdì il “dolore causato” nel corso del suo “periodo armato” e ha chiesto perdono, ma solo ad una parte delle vittime, più precisamente a quelle che definisce “cittadini senza responsabilità all’interno del conflitto”.

In una dichiarazione rilasciata dai giornali baschi Gara e Berria, sei anni dopo aver annunciato la fine della violenza e 15 giorni prima la data prevista che certificherà lo scioglimento dell’organizzazione, la banda terroristica mostra “rispetto per i morti e le vittime” che ha causato, ma non chiarisce quali vittime esclude dalla richiesta di perdono. 

Nel comunicato si legge “Sappiamo che, costretti a perpetrare atti tipici di ogni tipo di lotta armata, le nostre azioni hanno danneggiato i cittadini innocenti. Abbiamo anche causato gravi danni che non c’è modo di rimediare e tornare indietro. Ci scusiamo con queste persone e con le loro famiglie “

Ma l’ETA sostiene che in tutti questi decenni ci sono stati anche altri tipi di aggressioni: “D’altro canto, altre azioni, ad opera delle forze dello Stato spagnolo e delle regioni che hanno agito coralmente e, protette dalla legge, sono state totalmente ingiuste ai danni di cittadini che non meritano di essere umiliati”

Per i terroristi è giunto il momento che tutte le parti di riconoscano il dolore causato e che ciascuno si assuma la propria parte di responsabilità. “Tutti dovremmo riconoscere, con rispetto, la sofferenza causata agli altri”, conclude l’ETA. La banda terroristica cerca di giustificarsi assicurando nel suo comunicato che, in “questo conflitto politico e storico”, la sofferenza era presente ancora prima della nascita dell’ETA ed ha continuato ad esistere anche dopo che l’ETA ha smesso di uccidere: “Le generazioni dopo il bombardamento di Guernica (durante guerra civile spagnola, ndr) hanno ereditata quella violenza e quel lamento, e tocca a noi e noi che le generazioni future creare un altro futuro. “

Nonostante sia il comunicato più autocritico dell’ETA, la banda terroristica non considera inutili gli 853 omicidi spiegati dal Ministero degli Interni, i rapimenti, le violenze di strada, la paura e le enormi spese generate in Euskadi (Paesi Baschi) e nel resto della Spagna. Inoltre, l’ETA sostiene di essere arrivata al disarmo non grazie ad una riflessione scaturita da una presa di coscienza ma, al contrario, incassa la sconfitta perché riconosce che la società spagnola non si è piegata ai suoi attacchi.

tratto da questo articolo de ElPais.com


Commento: molti in Spagna sostengono che l’ETA voglia ripulirsi, senza rinnegarsi, per entrare in politica, ovviamente dalla parte del separatismo basco.

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