Pubblicato 21 Dic 2017

Aggiornato 08 Apr 2018

Elezioni Catalogna: in Spagna il voto non è mai segreto. Spieghiamo perché

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Una cosa molto strana che pregiudica moltissimo l’esito elettorale è il metodo con cui si vota, che non è affatto segreto.

Noi italiani siamo abituati ad entrare nel seggio elettorale, il presidente di seggio e gli scrutatori ci identificano e ci danno la scheda elettorale, poi entriamo nella cabina e votiamo, segretamente, quando usciamo dalla cabina con la nostra scheda elettorale ripiegata possiamo riporla nell’urna e nessuno saprà mai cosa abbiamo votato.

In Spagna non è così, in Spagna il voto non è segreto.

Come funziona in Spagna?

In Spagna ci si reca al seggio elettorale e vi si trova un tavolo dove sono riposte delle pile di fogli (sarebbero le schede elettorali), ogni pila corrisponde ad un partito e lo si riconosce perché c’è scritto il nome del partito e il simbolo, più la lista di tutti i candidati.

un uomo in un seggio elettorale guarda le schede elettorali dei partiti dette ”papeletas”

 

Per votare bisogna prendere il foglio del partito che si intende votare e bisogna farlo davanti a tutti, presidente di seggio, scrutatori, osservatori e altri votanti

GRA411. BARCELONA, 24/05/2015.- Un ciudadano coge una papeleta de una cabina en un colegio electoral del centro de Barcelona, durante los comicios municipales que se celebran hoy. EFE/Alberto Estévez

preso il foglio del partito bisogna inserirlo dentro una busta da lettera (anche le buste si trovano sul tavolo)

e poi inserire la busta contente il foglio nell’urna, l’urna è di plastica trasparente.

Questa è una delle cose che più sconvolgono gli italiani in Spagna, scoprire che alle elezioni non è garantito il voto segreto che per noi è sacro.

Cronica Global oggi parla parla proprio di questo strano modo di votare degli spagnoli che non è affatto intimo, e ne parla mettendo in luce una cosa molto importante: molte persone (almeno in passato, oggi chissà) temono uscire allo scoperto e dire a tutti ”non sono indipendentista”, quindi il voto così palese ha penalizzato in questi anni i non indipendentisti che, per paura di ritorsioni o di insulti (sappiamo ormai tutti che votando i partiti costituzionalisti si verrà marchiati come ”fascisti”) hanno scelto l’astensione. Come andrà oggi in Catalogna? Di sicuro è l’affluenza altissima, ma i costituzionalisti saranno in grado di entrare nel seggio elettorale e prendere davanti a tutti un foglio di carta di Ciudadanos, oppure del Partido Popular o del Partido Socialista?

Bisogna dire che esiste anche il voto per ”correo” cioè dire ”via posta”, ma spesso e volentieri, soprattutto nei piccolissimi paesini non arrivano a casa tutte le schede elettorali e quindi bisogna per forza prendere la scheda elettorale dal tavolo del seggio. Molti voti costituzionalisti in questi anni sono andati perduti per questo motivo: la gente aveva paura di prendere quelle schede elettorali non indipendentiste, aveva paura di perdere amici e parenti o essere semplicemente disprezzata.

Le grandi manifestazioni costituzionaliste ci hanno mostrato un lato della Catalogna che non ha più paura, che non si nasconde più, anche le bandiere spagnole sui balconi degli edifici sono tantissime ormai, segno che essere etichettati come ”anti-catalanisti” oppure come ”fascisti’‘, o anche ”antidemocratici’‘ non ha più nessuna importanza, almeno davanti al baratro in cui gli indipendentisti li hanno trascinati: il 75% in meno di investimenti.

Josep Borrell, che ha fatto campagna elettorale per Iceta del Partito Socialista, ha detto più volte che votare a favore della Costituzione e dell’Unità della Spagna e dell’Europa non è fascismo ma‘seny”, sensatezza.

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