Pubblicato 19 Dic 2017

Aggiornato 08 Apr 2018

Questa settimana in Spagna non solo elezioni catalane

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La Spagna si prepara per una settimana piena di eventi,  non solo le elezioni Catalane.

Gli appuntamenti per gli spagnoli sono:

  • Giovedì 21 dicembre: Elezioni regionali in Catalogna
  • Venerdì 22 dicembre: Estrazione Lotteria Nazionale di Natale
  • Sabato 23 dicembre: Il Clasico Barça-Real Madrid
  • Domenica 24 dicembre: la Nochebuena (Vigilia di Natale)

Giovedì 21 la Catalogna tornerà al voto. Questa regione spagnola ha votato spessissimo negli ultimi anni proprio a causa del ‘process” indipendentista e sotto la ”direzione” di Artur Mas: nel 2010, poi di nuovo nel 2012, nuovamente nel 2015 fino alle attuali elezioni del 2017. Le elezioni in Catalogna quest’anno sono uno dei temi più seguiti in tutta la nazione, tutti si chiedono come andranno, chi vincerà, ma soprattutto quale partito otterrà più voti perché si prospetta anche questa possibilità: il partito maggiormente votato forse non otterrà più seggi rispetto al secondo, questo per via della legge elettorale.

Venerdì 22 dicembre, il giorno dopo le elezioni catalane, avverrà l’estrazione della Loteria Nacional de Navidad, un vero e proprio appuntamento che riunisce tutta la Spagna davanti alla televisione per guardare l’infinita estrazione. Il primo premio è il Gordo, cioè il ”grasso” e poi ci sono tantissimi premi minori perché i biglietti sono divisi in dieci decimos, dieci parti e ogni biglietto si ripete una serie di volte per un totale di più di 14 000 premi circa.

Sabato 23 dicembre il Real Madrid e il Barcellona disputeranno la partita di calcio più attesa dell’anno: el ClásicoDue squadre che presentano tifosi in tutta Spagna, esistono tifosi del Real Madrid a Barcellona e tifosi del Barça a Madrid. L’atmosfera sarà sicuramente particolare quest’anno.

Domenica 24 dicembre è la Vigilia di Natale, in Spagna si chiama la Nochebuena. Le famiglie si riuniranno e ceneranno insieme, speriamo. In Catalogna ultimamente si sono generati conflitti per via del fatto che i catalani non indipendentisti sono usciti allo scoperto senza paura mentre prima erano totalmente silenti e invisibili. Questo clima ha generato attrito tra le famiglie perché molti indipendentisti intransigenti e fanatici (la maggior parte degli indipendentisti è così) chiamano ”nemici” e ”fascisti” i contrari all’indipendenza della Catalogna. Le elezioni di giovedì 21, qualunque esito avranno, saranno il fulcro dei dibattiti nel dopocena. Molti indipendentisti sostengono che se i secessionisti non vinceranno sarà per colpa di brogli, mentre se perderanno i costituzionalisti, i loro elettori diranno che sarà colpa della legge elettorale che permette di eleggere più seggi nei piccolissimi centri urbani della Catalogna a discapito dell’area metropolitana di Barcellona (la zona della Catalogna che dà sul serio da mangiare al resto della regione). Non si esclude clima teso neanche tra gli stessi indipendentisti perché i leader dei due maggiori partiti indipendentisti, ERC e JxCat, si punzecchiano a distanza: Junqueras  detto ieri che egli si trova in carcere perché ”non scappa ma affronta le conseguenze delle proprie azioni”, un chiarissimo riferimento a Carles Puigdemont che si trova in Belgio e interviene in campagna elettorale attraverso videochiamate durante i comizi.

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