Pubblicato 20 Nov 2017

Aggiornato 08 Apr 2018

Gli indipendentisti catalani sono razzisti?

Condividi

Gli indipendentisti catalani sono riusciti a guadagnare una fama di ”pacifisti” per accattivarsi simpatie fuori dalla Spagna. Chi conosce un minimo l’indipendentismo catalano sa benissimo che alla base di tutto ci sono due cose: la questione fiscale (e ne abbiamo parlato) e il razzismo.

Oggi parliamo del razzismo.

traduzione: “Quello che abbiamo in Catalogna è un problema di razzismo mascherato con tonnellate e tonnellate di retorica buonista”

Facciamo un riassunto di tutto il movimento nazionalista indipendentista catalano, dalle origini fino ai nostri giorni.

La ”razza superiore”

Come ogni nazionalismo, anche quello catalano si è basato su una sorta di rivendicazione razziale. Nel 1880 comparvero i primi studi etnografici ad opera di Sampere i Miquel, J. M. Batista i Roca e soprattutto Pompeu Gener. Lo storico catalano Joan Lluís Marfany afferma che i nazionalisti catalani di fine ottocento non si discostano dal clima nazionalista europeo ”il razzismo era presente nell’intera cultura del tempo”.

Sarà il libro di Valentí Almirall ‘‘ Lo catalanisme” (1886) a toccare l’apice della dottrina razziale catalanista, infatti in questo libro Valentí Almirall fa una distinzione tra i ‘‘caratteri’‘ genetici catalani e castigliani (spagnoli) formulando una “teoria razziale della nazione catalana” la ritroviamo anche in  Herejías (1887) un libro di Pompeu Gener.

I teorici del catalanismo sostengono che esiste una razza catalana, di origine ariana-gotica, superiore al resto dei popoli peninsulari, di radici semitiche.  Joaquim Casas-Carbó nel 1891 nel libro Estudis d´etnografia catalana, utilizzerà argomenti filologici per dimostrare l’origine ariana dei catalani. Secondo questa teoria, i catalani discendono dai francesi mentre i castigliani dagli arabi e dai barbari.

Nel 1899,  il medico Bartomeu Robert, sindaco di Barcellona, tenne una conferenza dal titolo ”la razza catalana”, attraverso la mostra di crani provenienti da tutta la penisola si ”dimostrava” la diversità dei catalani dal resto degli spagnoli. Questo fatto suscitò uno scandalo a Madrid, mentre in Catalogna dissero che non volevano offendere nessuno e che l’oligarchia corrotta del governo centrale cercava di screditare il catalanismo.

In quel periodo, in Catalogna si davano alle stampe un sacco di articoli di stampo razzista dove i castigliani erano descritti come i barbari della penisola, “i castigliani non hanno affinità con gli altri popoli europei”, secondo i nazionalisti catalani. “I castigliani impediscono, oltretutto, lo sviluppo della Catalogna”.

Joal Bardina, altro teorico della superiorità dei catalani, dedicò una lunga serie di conferenze dove affermava che la Spagna era africana ed agricola (in senso dispregiativo, ovviamente secondo il suo punto di vista) mentre la Catalogna era europea, industriale ed ariana.

Domingo Martí i Juliá, invece scriveva che c’era la necessità di «igiene sociale» impedire la contaminazione con «persone degenerate, intellettuali e politici provenienti da razze inferiori e decadenti». 

Un altro esempio notevole di questo clima è il Manifesto per la conservazione della Razza Catalana (1934), firmato da altri prominenti uomini del catalanismo come Alcobé, Batista i Roca, Pompeu Fabra, Jaume Pi e Sunyer, Nubiola, Puig i Sais e Vandellós, quest’ultimo avverte sui pericoli dell’immigrazione, le sulle gravi conseguenze che questa comporta come “la trasformazione o la regressione della genetica catalana”.

Questa ideologia razzista si è poi tradotta in politica vera e propria?

ERC  – Sinistra Repubblicana ma molto simile al Nazionalsocialismo

L’attuale principale partito indipendentista ERC, nel 1936 si fuse con Estat Català, il primo partito indipendentista catalano (fondato nel 1922). Il Partito Estat Català aveva delle sezioni armate chiamate  Exèrcit Català che difendevano l’uso della violenza armata per ottenere i loro obiettivi politici e nazionalistici, ispirandosi in parte al modello irlandese ed in parte al fascismo italiano, anche l’ideologia era di carattere razzista e anti-socialista. Perché proprio anti-socialista? Perché il socialismo e l’anarchismo erano ideologie di carattere internazionalista: ”le nazioni sono lo strumento in mano alla borghesia per dominare il proletariato” scrive Marx nel Manifesto del Partito Comunista. Sappiamo tutti che il comunismo voleva abbattere le frontiere e non creare come la famosa frase ‘‘Abbasso le nazioni, proletari di tutto il mondo unitevi”. Per il Socialismo e per il Comunismo, l’ideologia nazionalista era aberrante.

La potente borghesia catalana, che sosteneva ERC, è riuscita a dividere la classe operaria, tra cui i tanti immigrati che vennero ribattezzati ”charnegos” (come dire ”terroni”).

Gli indipendentisti catalani sono ancora oggi razzisti?

Nel 1976, lo storico leader del catalanismo Jordi Pujol scrisse: 

L’andaluso è un uomo di poco conto, un uomo che ha fame da centinaia di anni e vive in uno stato d’ignoranza e miseria culturale … Se per la forza del numero di immigrati andalusi presenti, in Catalogna, questi finissero per dominare, distruggerebbero la Catalogna

Per plasmare la società società catalana del futuro, Jordi Pujol (presidente della Generalitat della Catalogna dal 1980 al 2003) creò il Programma 2000. Un vero e proprio piano di catalanizzazione della società nel giro di una o due generazioni.

Jordi Pujol e sua moglie Marta Ferrossola (detta la ”madre superiora”) votano durante il fake referendum indipendentista del 1 ottobre 2017

Nel 2011 Heribert Barrera, storico esponente di ERC, maestro e guida di Oriol Junqueras, affermava:

“in America, i neri hanno un coefficiente più basso dei bianchi” … “dovremmo sterilizzare persone mentalmente deboli di origine genetica

“Barrera dice che l’affluenza di immigranti mette in pericolo la sopravvivenza della Catalogna”

Sempre Heribert Barrera, tempo dopo, intervistato in “El Periódico de Catalunya”, ha affermato che:

“la Catalogna (intesa come ”nazione”) deve essere salvata prima della democrazia” e che “il bilinguismo (spagnolo e catalano insieme) implica la scomparsa della Catalogna come nazione”.

A luglio 2008,  il leader di ERC, Oriol Junqueras, affermava che:

i catalani hanno più similitudine genetica con i francesi che con gli spagnoli; più con gli italiani che con i portoghesi, e un po’ anche con gli svizzeri.”

Oriol Junqueras: “I catalani hanno più somiglianza genetica con i francesi che con gli spagnoli”

Nel 2014, rieletto presidente della Generalitat,  Artur Mas affermava, citando Marcià:

“Rinnovato lo spirito immortale della nostra razza, prendo possesso vittorioso di questa forza, per celebrare di nuovo les Cortes che detteranno le nostre leggi, nella nostra lingua”

Arrivando ai nostri giorni, lo stesso Carles Puigdemont quando è scappato è andato direttamente dal suo amico Vlaams Belang, l’indipendentista fiammingo di estrema destra.

Ines Arrimadas, la candidata  di Ciutadans a Presidente della Generalitat, ha dichiarato ”la Catalogna non può sostenere altri anni spesi dietro al Process indipendentista”, ed ha ricevuto subito la risposta di Núria de Gispert (ex presidente del paramento regionale del govern di Artur Mas) che ha invitato Inés Arrimadas a tornarsene a Cadiz (in Andalusia, regione di origine di Inés Arrimadas).

manifesto contro gli immigrati interni spagnoli che giungono in Catalogna con le valigie e se non si integrano sono invitati a tornarsene alle loro terre.

Tutti questi riferimenti alla ”razza catalana”, gli insulti agli spagnoli delle altre regioni, ed ai catalani di seconda generazione, hanno generato sempre più divisione infatti gli indipendentisti chiamano ”cattivi catalani” coloro che non sono ”catalani puri” perché figli di immigrati provenienti da altre regioni spagnole, ed in generale, tutti coloro che hanno meno di tre nonni catalani sono etichettati come Charnegos o Xarnegos (terroni). Ma gli indipendentisti catalani sono magnanimi e c’è un modo per sfuggire a questo razzismo interno: bisogna abbracciare il credo indipendentista.

Diventando indipendentista, un charnego smette di essere un charnego e diventa catalanista ‘‘comprometido con mis pais”, perché gli indipendentisti hanno una ”visione larga e democratica’‘ e soprattutto, i catalani con nonni non catalani possono votare come tutti gli altri, quindi è meglio che votino per l’indipendentismo. Questo spiega anche perché alcuni gli di immigrati sostengono l’indipendenza della Catalogna, è il caso di Carles Puigdemont che aveva una nonna dell’Andalusia.

Elezioni catalane 2017: lista JuntsxCat piena di ”apelidos catalanes”

Il razzismo catalanista si vede bene anche nella lista di JuntsxCat, la lista dell’ex ”president” Carles Puigdemont. Ne parla oggi il quotidiano ElPais.com in questo articolo “El supremacismo nacionalista hasta los apellidos”. Gli indipendentisti gridano ‘‘vogliamo votare al referendum per essere liberi’‘ ma tradotto significa ”vogliamo votare l’indipendenza perché siamo migliori, siamo ricchi e vogliamo tenerci le nostre tasse”, infatti non a caso l’indipendentismo è maggiormente presente nelle classi ricche, i votanti indipendentisti sono più ricchi degli altri e, come spesso accade in questi casi, non sono propensi alla solidarietà, non vogliono condividere le loro imposte con il resto del Paese, poi scendono in piazza e urlano ”democrazia”, ”libertà”, ”Spagna fascista” e gli xenofobi razzisti sono loro. 

Gli indipendentisti sono razzisti come tutti i separatisti, ed esattamente come i leghisti.

in TV3, la tv pubblica catalana controllata dalla Generalitat e quindi filo indipendentista, è ”normale” assistere quotidianamente alla propaganda pro indipendenza contro una Spagna che è ”Africa del nord” come ad esempio sostiene questo indipendentista durante un programma di attualità di TV3

Egli sostiene che i Paesi del nord Europa guardano alla Spagna come fosse l’Africa del nord, solo la Catalogna si salva perché i catalani ”lavorano con gli europei, hanno lo stesso modo di pensare degli europei” e con tutta la tranquillità del mondo dice che ‘la Spagna da Madrid in giù è tutto Africa del nord, che l’Italia da Roma in giù e tutta Africa del nord, la Grecia è totalmente Africa del nord, e la Catalogna è l’unica parte che si salva in tutto il quadro dell’Europa mediterranea”.

Chi pensa che ci sia differenza tra la Lega Nord e gli Indipendentisti catalani non ha neanche vissuto un giorno in Catalogna, non ha mai vissuto la quotidianità in Catalogna. Gli indipendentisti catalani sono talmente razzisti che se tu sei un partitario della Costituzione e della Democrazia spagnola, ti chiamano ”fascista” perché non sei indipendentista.

fonti

paisoscatalans

blogs.publico.es

Un pensiero riguardo “Gli indipendentisti catalani sono razzisti?

  • 23 dicembre 2017 in 12:54
    Permalink

    Totalmente d’accordo!!! Vivo a Cataluña e questo é anche il mio pensiero. Razzisti e xenofobi spezialmenti con spagnoli d’altre regioni. Però, obviamente, non tutto il mondo. Ci sono persone meravigliose a Cataluña però quelli que urlano di più sono questi xenofobi…

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *