Pubblicato 07 Nov 2017

Aggiornato 06 Apr 2018

La crisi catalana e la sinistra spagnola

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Oggi su ElPais.com esce un articolo molto interessante sulla relazione tra Sinistra Spagnola e nazionalismo separatista, una relazione che ha creato non pochi danni a tutta la Spagna e ha snaturato i valori della sinistra allontanando totalmente la Sinistra Spagnola dalla Sinistra mondiale.

L’articolo racchiude alcune affermazioni di leader ed esponenti della sinistra spagnola che riflettono sul perché il concetto di Spagna è utilizzato dai nazionalisti separatisti come sinonimo di franchismo,  mentre la Spagna è un concetto ben più antico di Franco, e la Spagna moderna è una democrazia che la sinistra non deve avere remore nel riconoscere come ”proprio paese”. Riappropriarsi del concetto di ”Spagna”, superando la parentesi nera e terribile del franchismo.

“la complicità della sinistra con i nazionalismi è un misero complesso di Edipo. Trascinare quel diritto di autodeterminazione, che non ha nulla a che fare con la realtà nel caso della Spagna … Parlarne, in un momento in cui è più necessario che un tempo di unire le persone, la popolazione, significa continuare dividere i lavoratori e alle classi popolari, è un suicidio politico collettivo “.  Sono le parole dell’ex segretario del Partito Comunista Spagnolo Francisco Frutos, parole che mettono in luce la tacita approvazione della sinistra nei confronti dei nazionalismi separatisti presenti in Spagna.  Della stessa opinione è Josep Borrell del Partito Socialista, ciò che emerge nelle ultime settimane è chiaro, la sinistra deve riconsiderare la sua posizione: la sinistra e il nazionalismo sono incompatibili perché la sinistra è sostanzialmente internazionalista e volta alla solidarietà. Bisogna dirlo senza complessi.

Sempre Francisco Frutos afferma che la sinistra ha consegnato il concetto di ”Spagna” alla destra, mentre la sinistra si limita a parlare di ”Stato Spagnolo”. Anche Pedro Sanchez, segretario del Partito Socialista Operaio Spagnolo, sostiene che la sinistra deve riappropriarsi del diritto di parlare di ”Spagna”, perché fu proprio Franco a togliere questo diritto alla sinistra.

Anche l’ex numero due di Podemos, Íñigo Errejón, sostiene che bisogna ripartire guardando alla Spagna attuale, una democrazia moderna, con strutture invidiabili, pioniera nei diritti civili e nella libertà sessuale.

La sinistra deve ricordare quale fu la posizione di  Fernando de los Ríos e di  Negrín: difendere l’uguaglianza, principio di cittadinanza tra tutti, che rifiuta quello che è già è il principio di una forte xenofobiaJosé María Maravall, ex ministro di Felipe González (PSOE) afferma: Cosa significa che gli spagnoli hanno il sangue diverso dai catalani? – Parole spesso ripetute dai separatisti catalani che dicono di essere diversi dagli ”spagnoli” pure geneticamente, mettendo in luce il razzismo che è alla base dell’indipendentismo catalano. Mettere le masse contro le istituzioni, contro la democrazia rappresentativa, rifiutare il ruolo rappresentativo delle opposizioni del Parlament catalano, dei giudici catalani e spagnoli… Un qualcosa che ricorda quanto accaduto nel 1922 con la Marcia su Roma di Mussolini, ricorda sempre José María Maravall.

Significativi sono i commenti all’articolo

C’è chi pensa che sia troppo tardi

Questa commentatrice catalana dice che è d’accordo a quanto scritto nell’articolo e che, da catalana, non vuole più autogoverno e l’istruzione in mano ai nazionalisti che propagano bugie e falsi storici.

Chi elogia le parole di Francisco Frutos

Chi finalmente vede una sinistra che pensa alle persone e non ai territori ed alle divisioni territoriali

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