Pubblicato 03 Nov 2017

Aggiornato 06 Apr 2018

Perché gli indipendentisti arrestati non sono prigionieri politici?

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Gli indipendentisti quasi festeggiano, a loro modo, le incarcerazioni degli ex consellers indipendentisti, gridando ”presos politicos” cioè ”prigionieri politici”, e cercando in tutti i modi di fare passare all’esterno questo messaggio.

(Vedi anche l’articolo su Jordi Sanchez e Jordi Cuixart)In realtà, l’ordine cautelare del giudice Carmen Lamela non è un atto di prevaricazione politica. Un ordine giudiziario riguarda la Giustizia, in uno Stato di Diritto come lo è la Spagna, il Potere Giudiziario è separato dal Potere Politico ed è così che gli ex consellers finiscono in carcere cautelare per evitare fughe all’estero mentre i manifestanti indipendentisti possono urlare che la Spagna è una dittatura franchista nuocendo all’immagine di tutta la Nazione spagnola.

Non c’è nulla di male nell’essere indipendentista e lottare per l’indipendenza, se è questo l’obbiettivo che si persegue, bisogna seguire le regole e le leggi, rispettare tutti i cittadini, tutte le opinioni dei cittadini, parlare chiaro, affrontare seriamente i numerosi problemi che l’indipendenza potrebbe comportare, esporre questi problemi pubblicamente e poi seguire l’iter democratico. Cosa hanno fatto invece gli indipendentisti al governo della Catalogna? Hanno semplicemente creato due leggi (illegali) per disconnettersi dalla Spagna e proclamare il referendum. Nei giorni 6 e 7 settembre, il parlamento regionale della Catalogna è stato sequestrato per mano di Carmen Forcadell, la presidente del parlamento, le opposizioni sono state zittite, le opinioni dei censori del parlamento sono state ignorate così come lo Statuto autonomo e la Costituzione Spagnola.  Tutto il governo autonomo per lungo tempo ha perseguito in ogni modo la dichiarazione d’indipendenza, sperperando soldi pubblici destinati ad altre cose. In pratica, hanno utilizzato soldi destinati ai Servizi Sociali per finanziare il referendum. Questo modo di agire è democratico?

Davvero è possibile sequestrare una Regione e saltare tutte le leggi vigenti senza poi passare attraverso la Giustizia?

Purtroppo, con questi arresti cautelari, la Giustizia spagnola ha solo fatto un piacere agli indipendentisti che possono essere finalmente martirizzati e osannati come prigionieri politici da una massa di persone che, molto probabilmente, non hanno neanche idea di cosa sia lo Stato di Diritto e la Separazione dei poteri. L’indipendentismo, per una parte della società catalana, è una sorta di fede oramai. Instaurato l’odio verso tutto ciò che è spagnolo (ed anche per se stessi, ad esempio Puigdemont aveva una nonna dell’Andalusia), gli indipendentisti non riconoscono più cosa è democratico e cosa non lo è. C’è una grossa parte di indipendentisti che vuole l’indipendenza ad ogni costo, non vuole sentire ragioni, tutto ciò che è contrario all’indipendenza è fascismo. Ma, se tutto ciò che non è indipendenza è fascismo, l’unico pensiero ”corretto” è quello l’indipendentista, l’unico credo politico è quello indipendentista. Quando le altre voci sono silenziate, quando gli avversari non hanno nemmeno diritto di parlare e professare apertamente la loro contrarietà, come durante l’approvazione della Ley de Ruptura e della Ley del Referendum, in quel momento si ferisce la Democrazia, a quel punto la Giustizia punirà i colpevoli che urleranno ”questa è una dittatura”.

Lo Stato di Diritto dovrebbe rimanere inerme mentre una forza politica, votata dal 47 % dei cittadini, oltrepassa tutte le leggi vigenti e proclama l’indipendenza?

Gli ex consellers indipendentisti avevano una strategia, bisognava impietosire l’opinione pubblica mondiale, bisognava vedere sangue e oppressione, e non si fermeranno fino a quando non scoppierà una rivolta popolare, forse. Non tengono in conto che più di metà della popolazione rifiuta l’uscita della Catalogna dalla Spagna, quindi lo scontro ipotetico non sarà tra catalani e spagnoli ma tra catalani indipendentisti e catalani non indipendentisti.

Quali sono gli strumenti che avvantaggiano molto gli indipendentisti?

La Catalogna è una regione dove non esiste quasi più il buon senso, ci sono due grossi fattori che influenzano molto la vita quotidiana catalana: TV3 e la Scuola pubblica. Questi due strumenti sono sistematicamente utilizzati per fare propaganda politica così come aveva astutamente e miseramente architettato Jordi Pujol nel Programma 2000 di catalanizzazione della società.

TV3 è da anni la tv degli indipendentisti, è una tv pubblica, è pagata da tutti i catalani ma parla solo alla parte indipendentista della Catalogna ed a questa si rivolge utilizzando ogni slogan ed ogni sorta di messaggio positivo relazionato all’indipendenza.

La Scuola pubblica in Catalogna è competenza regionale, gestita dalla Generalitat da molto tempo, ha ormai forgiato le menti dei più giovani, dipingendo la Spagna come uno Stato oppressore e, soprattutto, invasore, nemico dei catalani e della libertà che i catalani meritano.

Gli indipendentisti catalani sono chiamati ad un atto di fede, credere nell’indipendenza, al di là di qualunque ragionevole dubbio, per gli indipendentisti l’indipendenza non è solamente il miglior posto al mondo, è anche il solo e l’unico pensiero che esiste nella loro personale idea di democrazia. Duole dirlo ma questa parte della società è semplicemente formata da una massa di fanatici, come il tizio con la maglietta gialla che urla alla Guardia Civil durante quell’1 ottobre pseudo referendario.

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