Pubblicato 01 Nov 2017

Aggiornato 06 Apr 2018

Come funziona il sistema elettorale catalano?

Condividi
Scopriamo come voteranno i catalani il prossimo 21 dicembre, cioè come funziona il sistema elettorale con il quale i cittadini eleggeranno il nuovo governo autonomo alle elezioni del 21 Dicembre 2017, indette da Mariano Rajoy  a seguito dell’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione.

In Catalogna, come in altre comunità autonome e nelle Isole Canarie, la rappresentanza nel parlamento autonomo non riflette in maniera adeguata le preferenze degli elettori. I voti non hanno stesso valore a seconda della provincia in cui risiedono i cittadini.

 

Il sistema elettorale catalano premia i centri con meno abitati, prendiamo ad esempio le elezioni regionali catalane del 2015, quelle che hanno generato la ”maggioranza” che ha montato la crisi catalana.

Nelle elezioni del 2015

  • 13.816 voti hanno generato 1 deputato a Lleida (138.416 abitanti)
  • 34.658 voti hanno generato 1 deputato a Barcellona (1.600.746 abitanti)

Cioè significa che, un voto a Lleida vale 2,5 volte in più che a Barcellona.  Eppure, l’area metropolitana di Barcellona conta il 75% degli abitanti della Catalogna.

I partiti nazionalisti hanno più voti fuori Barcellona e specialmente nelle città piccole e di città piccole ce ne sono tantissime,  basti pensare che in Catalogna 498 comuni non raggiungono neanche i mille abitanti. Addirittura, esistono villaggi come Sant Jaume de Frontanyà che contano 27 abitanti ed hanno un sindaco, oppure Febró che conta 40 abitanti, o Forès che ha 47 abitanti, etc etc. Le città nazionaliste sono quelle piccole, e dell’entroterra, a parte Girona che è della costa ed è molto nazionalista,  mentre Barcellona è una città dove i nazionalisti catalani non hanno buoni risultati, per questo motivo è nata la piattaforma per l’autonomia di Barcellona che si chiama Tabarnia e vuole diventare una comunità autonoma spagnola a parte.

Tornando alle elezioni del 2015, la coalizione indipendentista JxSì (formata da ERC e PDeCAT) ha ottenuto il 40% dei voti ma il 46% dei seggi. Come scrive blog.elespanol.com, con un sistema proporzionale, Jxsì non avrebbe avuto la maggioranza.

Cosa dobbiamo aspettarci dalle prossime elezioni? Forse è ancora presto per fare pronostici, staremo a vedere come si evolve la situazione qui in Catalogna.

A questo link parliamo del metodo elettorale che non è segreto (in tutta la Spagna)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *