Pubblicato 29 Ott 2017

Aggiornato 08 Apr 2018

Più di un milione di persone a Barcellona per l’unità

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Oggi a Barcellona si è svolta la seconda grande manifestazione per l’Unità della Spagna dopo quella di giorno 8 ottobre. La manifestazione totalmente pacifica e festosa è stata organizzata da Societat Civil Catalana,  più di un milione e mezzo di persone hanno sfilato con bandiere spagnole, catalane ed europee, cantando Que Viva España di Manolo Escobar, canzone diventata ormai un simbolo della lotta contro le divisioni e le fratture dei politici indipendentisti e urlando “España, unida, jamás será vencida” (Spagna unita non sarà mi sconfitta) e ”Viva il Re”.
Manifestazione per l’unità della Spagna, Barcellona 29/10/2017

Oltre al presidente di Societat Civil Catalana Mariano Gomà ed ai vicepresidenti Álex RamosMiriam Tey, hanno preso la parola numerosi esponenti del costituzionalismo come Paco Frutos del Partito Comunista Spagnolo, già antifranchista durante la dittatura, che rivolgendosi agli indipendentisti ha detto “voi siete dei traditori: mettete le persone le une contro le altre, avete calpestato la democrazia e la parola di chi non pensa come voi”

Il momento culminante della manifestazione è stato senza dubbio il discorso di Josep Borrell, l’ex Ministro spagnolo ed ex Presidente del Parlamento Europeo, ha affermato che il signor Puigdemont non ha diritto di parlare al nome di tutti i catalani “Io sono catalano” ha detto Borrell “e il signor Puigdemont non mi rappresenta”, poi ha bacchettato Oriol Junqueras, ex responsabile dell’economia, ”Nessuna impresa andrà mai via ha detto Junqueras, bene, sono andate via 1800 imprese”. Borrell ha poi rassicurato gli animi ”non è avvenuta nessuna indipendenza, se fosse avvenuta l’indipendenza, molti di voi sarebbero andati in disoccupazione. Ma se questo non succederà è grazie all’articolo 155 della Costituzione”.  Borrell ha poi parlato delle prossime elezioni autonome che si svolgeranno il 21 dicembre 2017 ”Noi voteremo, ma non come gli avvoltoi che mangiano un cadavere, ma come cittadini che sanno che il futuro di un paese dipende dal loro voto”.

Il manifesto della manifestazione

Possono fare tutte le dichiarazioni che vogliono e sollevare minacciosamente tutte le aste di comando che vogliono, ma dovrebbero essere consapevoli del fatto che sono partiti dalla premessa sbagliata. Hanno confuso la minoranza nazionalista con la Catalogna e la Catalogna non è degli indipendentisti. Anche noi siamo Catalogna. Siamo tutti Catalogna!

Siamo qui!

  • I catalani che sono spagnoli e vogliono continuare ad esserlo perché sentiamo che la Spagna è il nostro Paese e desideriamo che il nostro paese diventi ancora più prospero e socialmente avanzato.
  • I catalani che guardiamo all’Unione Europea come al nostro progetto comune, da condividere con gli altri cittadini europei.
  • Catalani che non rinunceremo ad esserlo e parliamo in catalano, in spagnolo, in aranese ed in tante altre lingue che fanno parte della nostra vita quotidiana.
  • I catalani che, dalla parte della legalità, difendiamo le istituzioni democratiche.
  • I catalani che difendiamo e rispettiamo lo Stato di Diritto, la separazione dei poteri e che rispettiamo le decisioni e risoluzioni giudiziarie, alle cui non disobbediamo.
  • I catalani che decretiamo la fine del processo separatista e che sosteniamo la riconciliazione tra di noi.
  • I catalani che non parliamo di ”Catalogna” e di ”Spagna” come soggetti differenti e che vogliamo una Catalogna plurale in una Spagna che si riconosce diversa.
  • I catalani che difendiamo l’accordo e che siamo disposti al consenso ed alle riforme ma senza rinunciare alla Costituzione ed allo Statuto.

È tempo per la cultura dell’accordo e il primo passo è quello di rivendicarla per ottenerla qui, in Catalogna. Non vogliamo una Catalogna che si divida in due per una lingua con cui ci identifichiamo tutti; non vogliamo una Catalogna delle zone interne che volta le spalle alla Catalogna della costa; non vogliamo una ricca Catalogna che guarda i più svantaggiati dall’alto verso il basso. Catalogna siamo tutti!

L’accordo è fondamentale tra noi, i catalani, e per raggiungere questo, è necessario che i nazionalisti accettino quello che non hanno voluto vedere finora: che anche noi non-nazionalisti facciamo inesorabilmente parte della soluzione.

Ora abbiamo una grande opportunità. Le elezioni autonome a dicembre ci permetteranno di ripristinare la normalità istituzionale e aprire la scena ad un rinnovato patto che recupererà alcune istituzioni autonome rinforzate e che ci permettano di raggiungere una Catalogna unita, senza vincitori o perdenti.

È tempo di armonizzare la Catalogna istituzionale con il realtà, lavorare affinché le nostre istituzioni siano fonte di orgoglio per tutti i catalani, indipendentemente dalla nostra origine, dal nostro linguaggio o dalla nostra sensibilità politica.

Siamo in tempo per costruire qualcosa di tangibile e positivo, una prospera Catalogna in una ricca Spagna all’interno di un’Unione Europea sempre più forte.

Europa siamo tutti! Viva l’Unione Europea!

Catalogna siamo tutti! Viva Cataluña!

Spagna siamo tutti! Viva la Spagna!

La maggioranza, non più silenziosa, è ormai scesa in piazza e non ha nessuna intenzione di tornare indietro. La manifestazione di oggi si diversifica molto dalle tipiche manifestazioni che siamo abituati a vedere a Barcellona, non solo per le bandiere diverse, ma per il fatto che le manifestazioni degli indipendentisti hanno sempre cercato di illudere la popolazione e l’estero che quella folla indipendentista rappresentasse tutto un popolo, quello catalano. Al contrario, vediamo che i manifestanti a sostegno dell’unità di Spagna sono consapevoli della spaccatura nella società e non hanno problemi nel sottolinearla, anche perché quella spaccatura è dovuta proprio alla volontà degli indipendentisti di denigrare la parte costituzionalista che spesso viene marchiata come ”fascista”. Voler vivere in pace nel proprio Paese e sotto la tutela della Costituzione democratica, fondata sullo Stato di diritto, non è fascismo. Adesso, dopo anni di violenza psicologica, la parte costituzionalista non ha nessuna paura di scendere in piazza ed esprimersi liberamente e pacificamente, reclamando i propri diritti di cittadini spagnoli ed europei.

Un pensiero riguardo “Più di un milione di persone a Barcellona per l’unità

  • 30 ottobre 2017 in 0:56
    Permalink

    Io sono italiano e vivo Barcellona. Non capisco perché i giornali italiani diano così tanto spazio agli indipendentisti e poco riguardo alla enorme manifestazione di oggi. Non hanno ancora capito che gli indipendentisti catalani sono come i leghisti?
    Sono contento di trovare sul web un sito italiano che tratta questo tema così come lo viviamo noi qui.
    Oggi è stata una manifestazione enorme e pacifica, per dare appoggio alla Costituzione, da noi in Italia diventano tutti pazzi quando si tocca la Costituzione, quando gli indipendentisti catalani hanno cagato sulla Costituzione spagnola i giornalisti italiani avrebbero dovuto trattare il tema così com’è nella realtà.

    Risposta

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