Pubblicato 27 Ott 2017

Aggiornato 06 Apr 2018

Puigdemont ha chiesto a Rajoy l’immunità

Condividi
Ieri il presidente della regione catalana, Carles Puigdemont, aveva in mente di rilasciare un messaggio istituzionale alle ore 13.30, dopo averlo posticipato di 45 minuti, ha deciso infine di non comparire e non dichiarare le elezioni anticipate.  Cos’è successo nel dietro le quinte?
Numerosi giornali spagnolo ne parlano, e tutti dicono la stessa cosa: Puigdemont aveva chiesto al Governo di Mariano Rajoy l’immunità per se stesso e la immediata scarcerazione dei due Jordi, in cambio Puigdemont avrebbe promesso lo scioglimento del Parlamento regionale ed elezioni immediate.

Dal Governo la risposta è stata chiara, la separazione dei poteri all’interno dello Stato di Diritto impedisce che un governo possa decidere al posto della Giustizia e questa farà il suo corso.

Puigdemont a quel punto, dopo avere a lungo discusso con Oriol Junqueras, il vicepresidente, e pare che i due siano venuti quasi alle mani, ha deciso di non indire le elezioni e di rimettere ogni decisione al voto del Parlamento della Generalitat della Catalogna, come ha dichiarato durante il messaggio istituzionale alle ore 17,00.

Nella successiva seduta del Parlamento regionale, parlamento sequestrato ormai dagli indipendentisti e dal loro ”monotema”, Puigdemont non ha preso la parola. Oggi la votazione, la conta vera e propria che potrebbe portare alla DUI, cioè la dichiarazione unilaterale d’indipendenza, mentre il Senato spagnolo approverà l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione, che di fatto resetta la Comunidad Autonoma, ripristinando la legalità nella Catalogna.

Gli indipendentisti avranno i numeri per dichiarare l’indipendenza unilaterale?

Il conseller de Empresa, l’assessore regionale allo sviluppo, diremmo noi, Santi Vila (dello stesso partito di Puigdemont) si è dimesso perché contrario alla DUI, all’indipendenza unilaterale. Inoltre, pare che altri 8 deputati regionali del PDeCAT (cioè il partito di Puigdemont) siano contrari alla DUI, più almeno altri 3 di ERC (il partito del vice Oriol Junqueras). 

Se la coalizione indipendentista JxSì si rompe, pare che alcuni deputati regionali di Catalunya en Comù (il partito del sindaco di Barcellona Ada Colau, affiliato Podemos), fino ad ora all’opposizione, potrebbero votare a favore della DUI. Questo passo sarebbe contrario a quanto detto da molti militanti del partito di Ada Colau, che addirittura hanno firmato un manifesto di netta opposizione al referendum unilaterale promosso dagli indipendentisti.

Cosa succederà? Il quadro è questo

La compagine indipendentista attuale è formata da:

  • destra PDeCat – Puigdemont: vorrebbero andare alle elezioni senza DUI e vorrebbero l’immunità
  • repubblicani ERC – Oriol Junqueras: vorrebbero la DUI
  • sinistra anarchica CUP – Anna Gabriel: vorrebbero la DUI, uscire dall’Unione Europea, annettere i territori circostanti per formare la nazione Paisos Catalans

Non sappiamo cosa succederà ma possiamo dire cosa sta già succedendo:

Gli indipendentisti hanno diviso la popolazione, sparso odio in giro, infangando le loro istituzioni, hanno parlato a sproposito di democrazia e di violazione dei diritti umani, hanno messo in piedi un circo che ha portato le imprese catalane più importanti a cambiare sede sociale e fiscale fuori dalla Catalogna, hanno completamente tralasciato i veri problemi a cui i politici sono chiamati a risolvere (ed in Catalogna, dove anche la sicurezza, la sanità e l’istruzione sono gestite dalla regione, ce ne sarebbero di cose a cui pensare) e stanno pure affossando il turismo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *