Pubblicato 15 Ott 2017

Aggiornato 06 Apr 2018

Cosa risponderà Puigdemont a Rajoy?

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Puigdemont domani risponderà chiaramente a Mariano Rajoy? Dichiarerà l’indipendenza unilaterale, la DUI, come desidera la CUP e ERC, o sarà ancora ambiguo? Vediamo insieme gli scenari che si prospettano e le ultimissime notizie da Catadisney.

Forse domani Puigdemont non risponderà a Rajoy Sì e non risponderà No. Il presidente della regione potrebbe optare per un discorso ancora basato sul dialogo (se dichiaro l’indipendenza vado in carcere o possiamo parlarne?) , cercando di guadagnare tempo, forse sperando di far cadere il governo regionale (per via della CUP che gli negherà l’appoggio) ed andare subito ad elezioni regionali. In ogni caso, da parte del Governo spagnolo ci sarà l’attuazione del 155.

Puigdemont potrebbe dichiarare davvero l’indipendenza unilaterale e iniziare così un periodo di duro scontro, sperando in clima di guerriglia urbana e civile sperando di attuare quindi il piano Kosovo. Il Governo spagnolo, insieme ai maggiori partiti d’opposizione, attuerà immediatamente l’articolo 155. O forse il 166 (lo stato d’eccezione).

Intanto, la Generalitat si muove ancora nel surrealismo che ha messo in scena, dopo avere bombardato i catalani di menzogne, quali:

  • Le imprese non andranno via
  • Se qualche impresa andrà via, poi tornerà
  • Non ha nessuna importanza che un’impresa cambi la sua sede sociale
  • Continueremo a fare parte dell’Unione Europea
  • Se non faremo automaticamente parte dell’Unione Europea, vi entreremo dopo breve tempo di negoziazioni
  • Tutti riconosceranno l’indipendenza

 

Oggi, nonostante le chiarissime dichiarazioni dell’Unione Europea, nonostante le tante aziende che stanno emigrando fuori dalla Catalogna, tra le più importanti : Gas Natural (va a Madrid), Abertis (va a Madrid), Callnex (va a Madrid), Inmobiliaria Colonial (va a Madrid), Lleida.net (va a Madrid), Eurona (va a Rivas Vaciamadrid), Catalana Occidente (va a Madrid), Edremers Odigeo (va a Madrid), Applus (va a Madrid), Dogi (va a Madrid), Oryzon (va a Madrid), Service Point (va a Madrid), NaturHouse (va a Madrid), Grupo Planeta (va a Madrid),  Bimbo (va a Madrid), Idilia Foods (va a Valencia), Aguas de Barcelona (va a Madrid), Axa (va a Bilbao), Torrespapel (va a Madrid), Grupo Indurken (va a Madrid), DVD Dental (a Madrid), Klockner (a Madrid), Sanantur (a Málaga), MRW (a Valencia), Industrias Ponsa(a Madrid), Cémoi Electricité (a Alicante) e tante altre.

nonostante la fuga delle banche, tra cui le storiche catalane Caixa e Sabadell: CaixaBank (va a Madrid), Criteria Caixa (Las Palmas), Banco Mediolanum (va a Valencia), Arqui Banca (va a Madrid), GVC Gaesco Beka (va a Madrid), Trea Asset Management (va  a Madrid),  Gestora de fondos EDM (va a Madrid), Gesiuris (va a Madrid), Banco Sabadell (va ad Alicante).

Nonostante i chiari segni negativi, gli indipendentisti hanno messo in piedi uno Stato Indipendente, su internet. La Generalitat, in questi anni ha lavorato per creare una struttura statale indipendente che esiste su internet, come se la Catalogna non avesse altri problemi. Questo da solo dimostra che la volontà seria di fare un referendum serio non c’è mai stata, se i partiti promotori del referendum lavorano da due anni ad una struttura governativa indipendente, il referendum era solo il teatro internazionale su cui esibirsi nel solito vittimismo. Spendendo soldi, ovviamente.

I politici indipendentisti non si fermano qui, hanno anche pensato di creare una Banca centrale, una banca che dovrebbe servire per coniare la nuova moneta autonoma. Gli indipendentisti catalani sono gente strana, forse si sono ripetuti tante volte quelle menzogne di un futuro indipendente rose e fiori che alla fine hanno iniziato a credere alle loro stesse menzogne, o forse sono talmente ingenui (o ignoranti) da non prendere in considerazione cosa significa coniare una moneta, servono innanzitutto le riserve auree, la Catalogna ha riserve auree? E poi, non sostengono che dopo l’indipendenza, la Catalogna seguirà nell’Unione Europea che li sta aspettando con le braccia aperte?

Jean Claude Junker ha dichiarato chiaramente l’Unione Europea è incompatibile con le vocazioni indipendentiste delle regioni perché genererebbero una cosa come 98 paesi indipendenti. L’Unione Europea deve unire e non dividere.

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