Pubblicato 09 Ott 2017

Aggiornato 08 Apr 2018

La Catalogna silenziosa rompe il silenzio con una manifestazione epica a Barcellona 8 ottobre

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La mayoría silenciosa catalana ha rotto il silenzio, è scesa in piazza, nelle strade di Barcellona, pacificamente, in nome della Democrazia e dell’Unità della Spagna. La convocatoria di Sociedad Civil Catalana è stata un trionfo. L’ex ministro spagnolo ed ex Presidente del Parlamento Europeo,Josep Borrell, pronuncia un discorso che infiamma i catalani costituzionalisti.

Maggioranza silenziosa o silenziata

Ieri a Barcellona si è svolta la più importante manifestazione della storia della Spagna contemporanea perché, a parte la notte in cui la Spagna vinse la Coppa del Mondo di Calcio nel 2010, non si era mani viste in Catalogna tante bandiere spagnole. La Maggioranza Silenziosa, (o silenziata) costituzionalista, unionista, democratica e pacifica, è scesa in piazza per manifestare di Esistere in una Catalogna dove i partiti indipendentisti sono i padroni della calle, delle strade e delle piazze. Noi eravamo lì con centinaia di migliaia di cittadini catalani, è stata una giornata impressionante, una manifestazione epica, pacifica ed europeista.

La Catalogna si è risvegliata nel momento più importante, più decisivo per le sorti della Spagna. L’associazione Sociedad Civil Catalana, senza sovvenzioni pubbliche, senza un’apparato politico alle spalle, è riuscita a dare voce ai milioni di cittadini catalani che soffrono il separatismo catalano di una percentuale minore di cittadini. Più di un milione di cittadini hanno sfilato da Piazza Uquinaona, passando per Plaza Catalunya, via Laietana, fino alla Stazione de Francia, un fiume di bandiere catalane (la senyera, la vera bandiera catalana con le quattro barre di aragona) e di bandiere spagnole, per dimostrare alla parte separatista che la Catalogna costituzionalista esiste e che è la maggioranza.

Il discorso di Josep Borrell tradotto interamente in italiano

Il momento più significativo è stato sicuramente il discorso pronunciato in catalano da Josep Borrell, ex Ministro delle Infrastrutture di Spagna, ex Presidente del Parlamento Europeo, catalano, socialista ed anti secessione. Traduciamo ora l’intero discorso in italiano

 

Cittadini e cittadine della Catalogna, io sono catalano e cittadino di questo paese come voi… vedo alcune bandiere stellate, questa è la nostra bandiera stellata (mostrando la bandiera europea), questa bandiera ha le stelle della pace, della convivenza e del diritto, questo è quello che rappresenta Europa oggi. Amici e compagni, cittadini, siamo qui perché difendiamo la convivenza, il pluralismo politico e la solidarietà, ha abbiamo bisogno di essere qui perché in questo paese si è rotta la convivenza, si è rotta tra amici, tra famigliari, si è rotta tra las calles (le vie, le strade), e deve tornare, dobbiamo difendere il pluralismo politico perché il pluralismo non è oggi riconosciuto dal momento che la presidente del parlamento regionale della Catalogna, la signora Carmen Forcadell, ha dichiarato che ”quelli che votano determinati partiti politici (PP, C’S, PSOE) non sono catalani”, dicendo questo hanno gettato tutti i nostri valori. Signora Forcadell, non le he passato per la testa, prima di affermare questo, che avrebbe dovuto dimettersi come presidente del parlamento regionale? Ma come è possibile? Ma come è possibile che una presidente di un parlamento, ed io lo so bene visto che sono stato Presidente del Parlamento Europeo, com’è possibile che una Presidente di un’istituzione che rappresenta tutti i cittadini osa dire che quelli che votano un altro partito politico in modo libero e democratico, non sono catalani? Chiaro che sono catalani, tanto quanto gli altri. Com’è possibile che abbiamo in Catalogna un Conseller del governo regionale della Generalitat che dica che quelli che non stavano d’accordo con il referendum indipendentista di giorno 1 ottobre non sono cittadini ma sudditi? Voi (rivolgendosi ai cittadini catalani costituzionalisti) non siete sudditi. Se siete qui, se siete in tanti è proprio per dire al mondo che noi che anche non abbiamo le stesse idee dei nazionalisti siamo cittadini della Catalogna come lo sono loro. (Applausi). Amici e amiche, ho un amico che vive sulla luna e ci guarda da lontano con il suo telescopio e mi dice ”Josep, in Catalogna ci sono solo indipendentisti!” (la folla dice in coro NO), no, chiaramente non è così, siete oggi qui, amico della luna guarda. Fino ad ora non siamo stati ascoltati, nessuno ci ha visto, ma a partire da ora bisogna fare in modo che la voce di tutti i catalani si ascolti in modo democratico, e per fare questo bisogna che i mezzi di comunicazione pubblici (tv3) smettano di essere di parte perché sono la vergogna della democrazia. Stiamo vivendo un momento quasi drammatico nella storia di questa paese, bisogna chiedere sensatezza, rispetto, bisogna stare molti attenti nei prossimi giorni, perché se si dichiara unilateralmente l’indipendenza finiremo nel precipizio. Signor Puigdemont non ci faccia finire nel precipizio. (La gente urla ”Puigdemont in carcere”) smettete di urlare come il pubblico del circo romano, è solamente la giustizia dei giudici che decide chi deve andare in carcere. Lo chiedo per favore, ricostruiamo il rispetto, vogliamoci bene. Quando io spiego ai miei amici indipendentisti quante bugie hanno detto i politici indipendentisti per aumentare il gradimento tra la gente, quando dimostro quelle bugie, non avendo più argomenti loro mi rispondono ”è che la Spagna non ci ama”, allora chiedo a chi è venuto qui oggi da fuori Catalogna, comprate una bottiglia di Cava catalana perché la vendita di cava catalana è diminuita di 15% e questo vuol dire che ci sono più lavoratori in Catalogna disoccupati. Chiediamo a tutte quelle imprese che in questi giorni stanno pensando abbandonare la Catalogna, chiediamo loro perché non lo hanno detto prima? Due anni fa, quando ho scritto il primo libro, ho detto chiaramente che se si dichiara l’indipendenza succederebbe quello che oggi sta succedendo, che le banche sarebbero state le prime ad andarsene. E rivolgendomi al signor Junqueras ed al signor Artur Mas, che affermavano che con l’indipendenza della Catalogna nessuna impresa e nessuna banca sarebbe andata via, nessuno… vero Artur Mas? avreste dovuto dirlo prima. Perché se lo avreste detto prima, forse non sarebbe successo tutto questo. Forse noi costituzionalisti abbiamo sbagliato a stare zitti per troppo tempo, ma adesso dobbiamo chiedere il rispetto e la sensatezza, alla convivenza, alla solidarietà ed al pluralismo politico, questi sono i principi della bandiera europea e per questo dobbiamo lavorare. Non risolviamo nulla con la dichiarazione unilaterale di indipendenza, questo non è un problema di ordine pubblico, non si possono risolvere i problemi dicendo ”noi agiamo meglio, europa ci accoglierà con le braccia aperte” signor Junqueras smetta di ingannare i catalani, lei chiede alle sue menzogne? Pagheremo un prezzo molto in Europa. L’Europa di basa sul rispetto della legge e sulla solidarietà, lei rompe la legge e non vuole essere solidale, pensa che con questo biglietto da visita qualcuno in europa lo accoglierà con le braccia aperte. le diranno di ripassare un’altra volta, mentre qui la gente soffre. Vedo gente, lavorati, in strada, nel treno, per le vie, gente normale che ha paura, paura per quello che può succedere. Non sanno cosa succederà alla loro pensione, non sanno se dovranno andare via dalla Catalogna, li lasci tranquilli signor Junqueras. I rappresentati politici devono fare qualcosa, perché siamo giunti al limite di quello che potrebbe convertirsi in uno scontro civile, e noi qui oggi dobbiamo contribuire affinché questo non succeda. Devo finire il discorso, ho ancora molto da dire ma non abbiamo molto tempo. Voglio dire solo 2 cose: Quando il presidente Kennedy inviò la guardia nazionale per porre fine alla legge che regolava la segregazione razziale, disse: nessun uomo potente e nessuna massa di persone urlanti sono al di sopra della legge. Perché se qualcuno sta al di sopra della legge, i giudici non potranno fare il loro lavoro, nessuno sarà al riparo dall’arbitrarietà del governo, e nessuno potrà proteggersi da ciò che potrebbe fargli il suo vicino. (applausi) e noi vogliamo stare al sicuro, sono successe cose non dovrebbero succedere. Recuperiamo la sensatezza. Viviamo nel ventunesimo secolo, dobbiamo goderci il progresso, la nostra Spagna democratica di cui possiamo sentirci molto orgogliosi. Esistono problemi? Sì, ovviamente. Quale paese non ha problemi? Tu pensi davvero che la Catalogna è come la Lituania? Occupata dall’esercito sovietico? Pensi che la Catalogna sia come l’Algeria occupata dalla Francia? No, la Catalogna non è mai stata una colonia, la Catalogna non è uno stato occupato militarmente come la Lituania. La Catalogna non è come il Kosovo, dove c’era violenza e si violavano i diritti umani. In Catalogna bisogna continuare a rispettare la legge, e non possiamo credere a chi dice che il diritto internazionale sta dalla loro parte, perché non è così, non sta dalla loro parte, è venuto qui il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon a dire che la Catalogna non è una colonia. Amici non mettete frontiere. La bandiera europa rappresenta la soppressione delle frontiere, le frontiere sono le cicatrici che la storia ha lasciato sulla pelle della terra, ha lasciato queste cicatrici sulla pelle della terra con sangue e fuoco. Non alziamo altre frontiere perché abbiamo già sofferto abbastanza dolore.

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