Pubblicato 09 Ott 2017

Aggiornato 06 Apr 2018

Dichiarazione Unilaterale d’indipendenza della Catalogna?

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Il Presidente della regione Catalogna dichiarerà l’indipendenza unilaterale della Catalogna?

In Spagna la chiamano DUI, la dichiarazione unilaterale d’indipendenza, ed è uscito fuori un documento segreto (di cui parlano tutti i giornali spagnoli) redatto dagli indipendentisti per ottenere l’indipendenza. Le tappe sono l seguenti:

1- Proclamare l’indipendenza unilaterale

2- generare un conflitto

3- trovare appoggio per creazione nuovo stato

Innanzitutto bisogna spiegare la strategia degli indipendentisti. Lo scopo degli indipendentisti era quello di smuore la folla indipendentista, prendere possesso delle strade, manifestare, essere oggetto di pestaggi da parte della polizia, finire nelle tv internazionali come la parte vittima di una potenza oppressiva e colonizzatrice, ed infine guadagnarsi le simpatie e la compassione di mezzo mondo per poter dichiarare l’indipendenza.

Perché tutto questo piano malefico? Non sarebbe stato meglio andare a nuove elezioni regionali, chiedere alla popolazione catalana, chiaramente, di voler attuare l’indipendenza, ottenere quel plebiscito non ottenuto nel 2015 e poi pensare all’indipendenza? Come possono urlare indipendenza se non hanno neanche il 50% della popolazione dalla loro parte? Non è follia?

Oggi i partiti indipendentisti governano la Catalogna con il massimo risultato storico per una coalizione indipendentista, il 47,8% e sanno benissimo che quel 52% che non li ha votati è estremamente contrario alla secessione, quel 52% della popolazione rappresentato dalla manifestazione di domenica 8 ottobre a Barcellona è a favore dell’Unità della Spagna. Qui a Barcellona c’è chi dice che la premura di dichiarare l’indipendenza unilaterale, con più del 50% della popolazione contraria, sia dovuta al fatto che dal 1 gennaio 2018 il paradiso fiscale di Andorra renderà pubblici i nomi di coloro che hanno depositi bancari in quel paradiso fiscale, e tra loro, molti, moltissimi politici indipendentisti catalani. 

Secondo noi la strategia degli indipendentisti sarà ancora una volta quella di apparire come vittima. Sanno benissimo di stare infrangendo la legge, la Costituzione di uno Stato membro dell’Unione Europea, quindi per ”vincere” pensano di dover apparire come gli oppressi. Se questa teoria è corretta, oggi martedì 10 ottobre 2017, Carles Puigdemont, presidente della regione Catalogna, dichiarerà l’indipendenza unilaterale e quindi inizierà un processo per la dichiarazione della nascita della Repubblica Catalana. Chiederà nuovamente alla gente di occupare le strade e manifestare, spererà che il Governo spagnolo metta in atto l’articolo 155 della Costituzione, ed a quel punto, spererà che succeda qualcosa come una Guerra Civile, trincerato nel Palau de la Generalitat, aspetterà il martirio e la consacrazione, che avverrà, secondo i suoi piani, se la risposta dello Stato sarà tale da innescare un conflitto ben più evidente di quello che abbiamo visto il giorno del referendum del 1 ottobre, in poche parole gli indipendentisti sperano che muoia qualcuno per strada per essere considerati vittime. Esortare la cittadinanza a occupare le strade e manifestare ad oltranza contro la legge democratica di uno stato europeo, è di per sé una follia, esporre la gente ad un rischio così è solo follia. Ma gli indipendentisti catalani vogliono una tragedia, e per ottenerla faranno di tutto. 

Di questo parla elPais.com, un documento che rivela le mosse del governo regionale della Catalogna:  il comitato strategico sarebbe formato dal presidente della regione Carles Puigdemont, dal vicepresidente Oriol Junqueras, dai membri dei partiti indipendentisti, dal presidente e vicepresidente di ANC, OMNIUM e ANI, dopo aver dichiarato l’indipendenza, si andrà a nuove elezioni per la formazione di un parlamento indipendentista. Nel documento si legge che il governo di transizione sarà in vigore fino al settembre 2018 se si otterrà una maggioranza indipendentista con la quale formare poi un governo d’indipendenza che arriverà fino a settembre 2022.

Anche ElConfidencial riporta la notizia di un piano segreto per formare un nuovo stato indipendente.

Vogliono a tutti i costi che l’Unione Europea si pronunci in loro difesa e spinga la Spagna ad accettare un referendum di separazione, lo hanno lasciato intendere ampiamente durante la settimana calda, giusto dopo il referendum illegale, hanno chiesto l’intervento dell’Unione Europea anche per bocca di Ada Colau, la sindaco di Barcellona che più di una volta si è prostrata al separatismo. La risposta dell’Unione Europea è sempre stata una sola: è una questione interna della Spagna e non riconosceranno la dichiarazione unilaterale d’indipendenza. Ma i politici indipendentisti vogliono trasformare la Spagna in una sorta di Jugoslavia, vogliono che la società si frammenti a tal punto da giustificare un intervento internazionale. Vogliono portare il mondo davanti al fatto compiuto, possibilmente con spargimento di sangue per dare più enfasi e trasformare un piccolo tentativo di golpe in una guerra civile. Tutto ciò infrange i valori dell’Unione Europea, loro lo sanno benissimo, per questo vogliono apparire come la vittima di un forte e centrale stato, mentre in pochi sanno che l’autonomia catalana è quasi totale, forse la Spagna è lo stato che più promuove le autonomie locali regionali e la Catalogna è il chiaro esempio.

Ma la Spagna non è la Jugoslavia. La Catalogna è una regione della Spagna, prima ancora era un territorio del Regno di Aragona. I cittadini catalani sono a maggioranza castigliano parlanti, cioè parlano lo spagnolo, nonostante l’imposizione del catalano a scuola e negli uffici pubblici. I catalani sono spagnoli, europei e costituzionalisti come hanno dimostrato durante la grandissima manifestazione di domenica 10 ottobre.

Come ha detto Josep Borrell: i confini sono cicatrici che la storia ha lasciato sulla pelle della terra. 

I frutti dell’ondata separatista hanno già portato i loro frutti, le banche storiche catalane hanno abbandonato la regione, così come molte aziende importanti. Alcuni catalani sono stati ingannati, altri devono semplicemente sottostare al volere di una minoranza folle.

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