Pubblicato 08 Set 2017

Aggiornato 06 Apr 2018

Il Tribunale Costituzionale spagnolo ha bloccato la legge del referendum indipendentista

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Il Tribunale Costituzionale Spagnolo ha bloccato la Ley de Ruptura votata (in modo bulgaro) dalla maggioranza risicata del Parlamento della regione catalana.

La legge è chiaramente incostituzionale perché contrasta nettamente con la Costituzione spagnola. Il Parlamento della Regione Catalogna, organo che esiste perché lo prevedere la Costituzione, ha infranto la legge fondamentale della Spagna per indire un referendum che non ha base legale e non è regolamentato da nessuna legge.

Il Tribunale ha informato i 948 sindaci delle città catalane  e 62 alte cariche della Generalitat di ignorare la chiamata al voto referendario poiché chiaramente illegale.

Il Governo spagnolo ha dunque deciso di non attuare (almeno al momento) l’articolo 155 della Costituzione spagnola che prevedere la sospensione delle cariche politiche presenti nella regione.

 

 


Nostre considerazioni su tutto quello che sta succedendo:

La sensazione qui a Barcellona è che i partiti indipendentisti vogliano disobbedire alla legge e portare la situazione al limite per indurre lo Stato all’uso della forza in modo da alimentare il vittimismo e generare, secondo loro, un sentimento di compassione internazionale ignari di stare suscitando solo il ridicolo. Ed in Italia non è neanche arrivata la notiziona che la mitologica Repubblica Catalana dovrà trascinare con sé anche la Comunità Valenciana e le Isole Balaeari e formare così los Paises Catalanes (in cui rientrerebbe anche Alghero), eh alla fantasia non vi è limite.

Anna Gabriel, CUP

La Catalogna è una regione stupenda, peccato sia governata da una politica a dir poco ridicola, vi è gente che siede al Parlamento regionale vestita come studenti fuoricorso del DAMS.

Anche da questo passa il rispetto per le istituzioni: Sandro Pertini, Socialista, Partigiano, Antifascista, Presidente della Repubblica Italiana, non volle ricevere Bettino Braxi, allora Presidente del Consiglio perché Craxi indossava i Jeans. Pertini sosteneva che il modo di vestire rispecchiasse il rispetto e la sacralità che l’eletto, l’autorità provava per l’istituzione e per la popolazione.

 

L’indipendenza, la non indipendenza, non conta poi molto, bisogna sempre tenere in considerazione la morale democratica, l’uso che si fa del potere istituzionale, il rispetto delle leggi democratiche è alla base della democrazia. Infrangendo la Costituzione non nasce la democrazia, anzi, viene indebolita e posta perfino in discussione.  Qui molte persone, guardando cosa accade nel parlamento della regione, si chiedono se a questo punto sia possibile ignorare qualunque tipo di legge che non è gradita, catalana, spagnola, europea, di civiltà in generale, una qualunque legge che non piace alla gente, se lo fanno i politici, perché non applicare questo modus operandi a qualsiasi cosa, e poi piovono le facili battute per cui ognuno sta pensando di proclamare un referendum nel proprio quartiere o nella propria casa e dichiararsi stato indipendente, per non pagare le tasse, ovviamente.

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