Pubblicato 01 Set 2017

Aggiornato 08 Apr 2018

Catalogna tra indignazione e fede indipendentista

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Continuano le polemiche sugli attentati di Barcellona e Cambril, su come è stato gestito il corpo di polizia locale, il cui alto comando è ormai politicizzato più che mai, sembra quasi che il problema sia diventato la mancata presa in considerazione di quell’avvertimento giunto in Catalogna a maggio.

Mentre elPeriodico e Lavanguardia (quest’ultimo è un quotidiano ormai molto vicino alla politica degli indipendentisti) litigano sull’esclusiva del Periodico, ed il sindacato della polizia catalana Mossos d’Esquadra dichiara “Se il maggiore Trapero o il consigliere Joaquin Forn hanno mentito ripetutamente, saremo i primi a chiedere responsabilità e le sue dimissioni “ ma, sottolinea il sindacato, le dimissioni saranno richieste solo nel caso in cui si dimostrerà che Forn e Trapero hanno mentito, cosa che il sindacato non crede, nel frattempo, la società è subbuglio tra chi difende la scelta della Generalitat della Catalogna di concentrare tutte le energie sulla politica indipendentista intrapresa ormai da alcuni anni, e sul referendum illegale del 1 ottobre 2017, e chi invece riconosce gli errori commessi da una classe politica troppo impegnata a dimostrare di essere autosufficiente per preoccuparsi d’altro, incosciente e cinica davanti alla morte ed alla tragedia.

Vero è che molti, moltissimi qui difendono ogni decisione, ogni bandiera, ogni accusa al Re o alla Spagna, ogni parola che pronunciano i leader indipendentisti ma, come sappiamo, per molti ormai l‘indipendentismo si è trasformato in una religione che bisogna seguire con la fede che sfocia poi in veri atti antidemocratici, come le minacce di morte che il direttore de elPeriodico ha ricevuto in queste ore. La parte non plagiata della società catalana, quella che riesce ancora a discernere, muove una critica alla politica catalana indipendentista, noi ci uniamo al messaggio lasciato da questo utente sul Periodico, riassume bene ciò che una parte della città di Barcellona oggi prova.

Altre bugie, altre falsità, ancora vittimismo, ancora provincialismo. Il comando politicizzato de los mossos ha volutamente mentito all’opinione pubblica. Per non parlare del vergognoso modo di politicizzare sin dal minuto zero la più grande tragedia che la Catalogna ha vissuto da decenni a questa parte. Cose di poca importanza come fare un omaggio (a los mossos) nel parlamento (catalano) quando ancora non si aveva la certezza del numero di vittime, con i cadaveri ancora caldi ed in feriti lottando per la propria vita. Tutte queste cose, che a te sono indifferenti (l’utente si rivolge ad un hooligan dell’indipendentismo) perché tu provi sentimenti solo con la testa e sono sentimenti che non hanno nulla a che vedere con gli uomini ma con il territorio e le sue catene, sono queste cose quelle che vengono rimproverate. Le bugie, le falsità, l’opportunismo della morte altrui, il disprezzo del colore. 

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