Pubblicato 30 Ago 2017

Aggiornato 06 Apr 2018

Il grande, enorme conflitto di interessi della Catalogna che prepara l’indipendenza

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A dispetto del fatto che gli indipendentisti catalani sono sempre esistiti ma in misura minima, oggi la Catalogna grida forte all’indipendenza perché una classe politica corrotta ha bisogno di tenere in mano tutto il potere, una classe politica che per salvaguardarsi ha posizionato strategicamente, all’interno della società  danno loro ruoli di primo piano, amici ed adepti:

Nel video si vedono:

  • Carles Puigdemont, presidente della Regione Catalana, che suona la chitarra e canta
  • Marcela Topor, moglie di Puigdemont,è una giornalista e dirige Catalonya Today
  • Josep Lluís Trapero, Commissario in capo della polizia catalana Mossos d’Esquadra (anche lui nel video, in seguito, suona la chitarra)
  • Pilar Rahola, giornalista 
  • Helena García Melero, una delle più importanti e famose giornaliste catalane, giornalista di TV3 e direttore di El Periodico de Catalunya
  • Bonaventura Clotet, Medico ed indipendentista stra-dichiarato
  • Marc Clotet, figlio di Bonaventura, attore
  • Natalia Sánchez, attrice e compagna di Marc Clotet

In allegria, tutti insieme, si ritrovano in un locale a mangiare la paella ed a cantare, spensieratamente, come grandi amici quali sono. Amici non dovrebbero esserlo però. Soprattutto la politica, la difesa ed il giornalismo. Se poi aggiungiamo che, ognuno nel suo ”piccolo” contribuisce ad istigare la popolazione ad andare contro la legge di uno stato membro dell’Unione Europea… ma vediamo meglio di cosa stiamo parlando.

Ed ecco che si spiega perché tv3 è indipendentista e offre il microfono solo ad esponenti indipendentisti che raccontano una sola visione del mondo, quella Catalanista secessionista. Tv3 è la tv di regime che ha bandito i dibattiti dai propri programmi, così i catalani indipendentisti sono convinti che dopo l’indipendenza resteranno nell’Unione Europea e automaticamente la Catalogna sarà più ricca del Qatar, ad esempio. Tv3 è una televisione bulgara che non offre una visione del mondo globale, che non informa i cittadini sui possibili pericoli di una uscita della Catalogna dalla Spagna e dall’Unione Europea, della mancanza di un esercito della Catalogna o di quanto costerebbe alla Catalogna indipendente mantenere un esercito. tv3 ha raccontato per anni ogni assurdità possibile, e continua a farlo ancora oggi, mentre lo Stato Spagnolo sta a guardare perché ha timore di intervenire, perché hanno timore di essere marchiati come fascisti dai politici catalani, perché in Spagna la politica ha perso il nume della ragione, ed è così che la legge di uno Stato di Diritto si trasforma in fascismo, il golpe diventa democrazia, e va da sé.

Perché Catalonya Today (testata super indipendentista), la cui direttrice è la moglie del presidente Carles Puigdemont, ha ricevuto 12,3 milioni di euro di finanziamenti regionali (vozpopuli.com).

Perché la Polizia regionale catalana, Mossos d’Esquadra non collabora con la Polizia Nacional Spagnola e con la Guardia Cvivil. Potremmo inserire duemila link per duemila esempi, possiamo semplicemente dire che los Mossos d’Esquadra hanno preferito mantenere alla larga la Guardia Civil immediatamente dopo i fatti del 17 agosto a Barcellona, quel terribile giorno in cui persero la vita 16 persone. Il consigliere regionale catalano dell’Interno si preoccupa di fare una distinzione tra i morti spagnoli ed i morti catalani, davanti a tutto il mondo. Il capo della polizia catalana che nel video suona la chitarra e canta con il presidente della Generalitat, potrà mai domani indagare quel potere politico con cui oggi ride e canta, potrà garantire il respetto delle leggi?

In una Catalogna indipendente, nessuno all’interno de Los Mossos d’Esquadra indagherà mai sulle malefatte della Generalitat o del partito di Jordi Pujol, sul caso del 3%, o su tutti i soldi (pubblici) buttati per finanziare amici e parenti indipendentisti. Tolta di mezzo la Guardia Civil (carabinieri spagnoli) e la Policia Nacional (polizia di stato spagnola), questi politici faranno tutto ciò che vorranno.

Si sono preoccupati di gridare al mondo intero che l’indipendenza catalana è un movimento che nasce dal basso, ma in realtà è stato orchestrato e deciso a tavolino, punto per punto (programma 2000), utilizzando i media, l’istruzione ed infine la polizia. Tutto per salvaguardare il grande conflitto d’interessi che oggi è presente in Catalogna.

Il nazionalismo è un sentimento che facilmente prende piede, incitare la folla contro un nemico in nome di valori altissimi come libertà, democrazia, diritto di autodeterminazione, è facile. Ogni persona ha un particolare amore per la propria terra, quel particolare orgoglio quando si raccontano le proprie tradizioni e la propria cultura, ecco, i partiti indipendentisti hanno preso questo sentimento qui e lo hanno trasformato in odio, hanno incitato quella parte di popolazione a insultare l’altra parte che non crede a questa indipendenza, ha zittito, escluso, emarginato, minimizzato, deriso, la parte di popolazione che non vuole l’indipendenza, ed ha creato il mostro, lo ha vestito di belle e nobili parole, ma non è così. Democrazia non è questo, la Catalogna è la cosa più lontana dalla democrazia che esista in Europa. Il nazionalismo è nemico del socialismo, dovrebbero saperlo bene visto che si autoproclamano di sinistra, ma incitano all’odio ed alla xenofobia come ed ancor peggio la Lega Nord.

La Catalogna non vuole l’indipendenza, al Referendum indipendentista del 1 ottobre 2017 voteranno pochissime persone rispetto alla popolazione catalana, una percentuale irrisoria che per la Generalitat sarà abbastanza, di qualunque portata sarà l’elettorato se il sì vincerà di anche solo un punto sul no, sarà dichiarata l’indipendenza, o meglio, avverrà un colpo di stato. Con l’Indipendenza questa classe politica e tutta la cerchia che vi ruota attorno, uscirà dai guai fiscali, dalle indagini della Guardia Civil e del Tribunale Costituzionale, nessuno potrà più toccarli. Avranno ingannato i loro stessi conterranei, la loro terra e la loro storia. Ma, indipendentemente dal referendum (e se si svolgerà, vincerà il sì perché ad un referendum illegale voteranno solo coloro che sono favorevoli) questa classe politica ha già messo i catalani gli uni contro gli altri, senza scrupoli.

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