Pubblicato 23 Ago 2017

Aggiornato 06 Apr 2018

Ricostruzione attentati di Barcellona e Cambrils (fonti spagnole)

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Abbiamo messo insieme gli articoli dei giornali spagnoli ed abbiamo fatto una ricostruzione di ciò che è avvenuto, partendo dall’esplosione nella villa di Alcanar fino alla segnalazione di un ragazzo sospetto a Subirats che si è rivelato essere proprio l’attentatore di Barcellona.

Villa di Alcanar distrutta dall’esplosione. foto ElPais.com

ESPLOSIONE AD ALCANAR

L’esplosione ad Alcanar è avvenuta il giorno prima l’attentato di Barcellona. L’uomo ferito nell’esplosione, un marocchino che insieme ad altri avevano occupato la casa (quindi non affittato ma occupato) è stato soccorso e portato in ospedale, a nessuno a venuto in mente che quell’uomo potesse essere un terrorista dal momento che anche il giornale “diariodetarragona.com” parla del ritrovamento delle bombole gas? L’esplosione è stata molto forte, i pompieri dichiararono che la causa fu proprio l’esplosione delle bombole. La Guardia Civil e la Policia Nacional spagnola hanno oggi denunciato pubblicamente di non aver potuto prendere parte alle indagini, bloccate dalla polizia catalana che evidentemente aveva ordine di impedire che lo stato spagnolo indagasse sull’accaduto. Mancata comunicazione che in un tema così delicato come quella della sicurezza legata ad atti di terrorismo, dovrebbe essere essenziale. In Catalogna, chi detiene in mano il potere ha voluto forse mantenere il privilegio delle indagini per poter poi raccogliere poi i meriti?  Moralmente, è accettabile escludere i corpi di polizia nazionale quando si ha sospetto di un imminente atto terroristico? No, certamente, ma Los Mossos d’Esquadra forse non hanno capito, inizialmente, che l’esplosione potesse ricondurre ad una cellula terroristica che da lì a poco avrebbe poi messo in atto l’attentato su La Rambla de Barcelona. Forse la polizia locale non si è resa conto, ma sbagliare è umano, al contrario, impedire alla Guardia Civil e alla Policia Nacional  di prendere parte alle indagini, è grave, le indagini portate avanti in modo congiunto avrebbero portato più velocemente a capire le dinamiche dell’accaduto, già molto strano di per sé, come scrive giornale esdiario.com che si domanda se delle indagini più accurate e coordinate tra tutte le forze di polizia avrebbero potuto evitare l’attentato su La Rambla di Barcellona.

Rambla de Barcelona, la linea tratteggiata è la porzione di rambla che il furgone del terrorista ha percorso giovedì 17 agosto, ferendo e uccidendo i passanti. Foto BBC

LA RAMBLA DE BARCELONA

Partiamo dal presupposto che un attentato a Barcellona molto probabilmente non si sarebbe potuto evitare, il fatto che sia avvenuto proprio su La Rambla ha sbalordito molti in città. Chi conosce Barcellona sa bene quanto La Rambla sia quotidianamente trafficata da pedoni, per lo più turisti, si tratta del passeggio più famoso di Barcellona, è stata scelta dai terroristi molto probabilmente per questo motivo. Si poteva evitare? Sì, su La Rambla si poteva evitare. Come? installando i dissuasori antiterrorismo. Sono brutti? Mettono ansia? Forse sì, sono decisamente brutti, ma bloccano i veicoli. La comunicazione del Ministero dell’Interno spagnolo è arrivata, ma in Catalogna hanno deciso di non rispettare gli ordini. L’uomo alla guida del furgone che ha investito i pedoni su La Rambla si è bloccato all’altezza del Liceu perché è esploso l’airbag del furgone, altrimenti sarebbe andato oltre fino al Monumento a Colombo uccidendo molte più persone, forse.

Un fermo immagine di un video dell’accaduto sulla Avenida Diagonal, fonte OKdiario.es

FUGA E OMICIDIO SULLA DIAGONAL

Quando l’airbag blocca il furgone, il giovane terrorista abbandona il veicolo e si dirige verso El Raval, attraverso il Mercato de La Boqueria e poi riesce ad attraversare la città, nei pressi della Zona Universitaria uccide un ragazzo con un coltello e ruba l’automobile al ragazzo che da lì a poco morirà, il terrorista in auto procede lungo la trafficatissima Avenida Diagonal, salta il posto di controllo della polizia locale Mossos d’Esquadra investendo un poliziotto, viene inseguito dalla polizia locale e…

  • in un primo momento, giovedì notte,  Josep Lluís Trapero disse che il conducente della vettura non era un terrorista, ma che questi è comunque morto perché ucciso da un Mossos.
  • in seguito, venerdì 18 agosto,  Joaquim Forn (consejero del interior della Generalitat) disse il conducente del veicolo non fu colpito da un mossos ma morì per cause sconosciute e che comunque non era un terrorista.
  • ancora in seguito, lunedì 21 agosto, si scopre che il conducente dell’auto sulla Avenida Diagonal è vivo, si tratta di un terrorista e proprio del terrorista che ha investito le persone su La Rambla.

Dopo avere saltato il fermo della polizia catalana ed avere investito un agente, ha abbandonato l’auto alle ore 19.00 in Sant Just Desvern. Qui si perdono le sue tracce, si inizia a pensare che il fuggitivo fosse ormai al confine con la Francia.

la Audi dei terroristi. foto ElPais.com

ATTENTATO A CAMBRILS

Dopo l’attentato su La Rambla, cinque membri della cellula terroristica si sono diretti a Cambrils (Tarragona) con l’intenzione di sferrare un altro attacco terroristico, con pugnale questo volta. Erano a bordo di un altro furgone che avevano noleggiato ma avendo avuto un incidente stradale durante il cammino, hanno deciso di abbandonare il furgone e prendere un Audi A3 proprietà di uno di loro. Si trovarono di fronte al posto di blocco della polizia mossos d’esquadra ma non si sono fermati, andando avanti si sono ribaltati con l’auto, usciti fuori dal veicolo accidentato, avevano cinture esplosive poi rilevatasi false, alla fine sono stati uccisi dal mosso.

Los Mossos a Subirats. foto diariodenavarra.es

FINE DELLA FUGA A SUBIRATS (40 KM DA BARCELLONA)

Lo racconta interamente elPais.com– Lunedì pomeriggio un signore (chiamiamolo x) di Subirats chiama la polizia avvertendoli di un sospetto. Il signore in questione racconta alla polizia ciò che un suo vicino (chiamiamolo y) di casa gli ha raccontato: Y sente provenire dal cortile di casa sua dei lamenti, come se qualcuno stesse cercando aiuto in direzione della sua casa, esce fuori sul balcone e vedere questo ragazzo che, dopo averlo guardato, si volta e va via sconsolato. X, ascoltando il racconto, associa il ragazzo al fuggitivo e collega anche il fatto che nella casa di Y fino a un anno fa abitava una famiglia marocchina che un giorno è andata via sparendo completamente senza lasciar dire nulla, X decide dunque di chiamare la polizia che poi si dirigerà verso Subitars, troverà il ragazzo e lo ucciderà. Cosa abbia fatto l’attentatore in quei tre giorni di fuga semplicemente non si conosce.

 

 

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