Pubblicato 21 Ago 2017

Aggiornato 06 Apr 2018

Attentato Barcellona: editoriale del Pais richiama all’unità nei giorni del lutto

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ElPais.com scrive un editoriale (17-A. Frenar a la CUP)

El Pais scrive che il partito politico CUP (un partito di estrema sinistra che per noi italiani non sarebbe neanche sinistra ma ne parleremo in futuro) ha dato di sé un brutto spettacolo forte del fatto di tenere in pugno la maggioranza del governo indipendentista catalano, poiché proprio il partito CUP sostiene la coalizione indipendentista Junts pel si (una grossa coalizione che un tempo non era indipendentista e si chiamava con altro nome, di ideologia centrista). Carles Puigdemont e Oriol Junqueras sono diventati degli ostaggi nelle mani delle loro stesse aspirazioni di indipendenza, si sono ritrovati a dover accelerare il processo indipendentista, CUP ha voluto creare un clima sempre più duro tra Stato e regione, CUP ha voluto le dimissioni di alcuni consejeros del Governo regionale che secondo loro non avrebbero avuto il sangue freddo che serve al momento di violare la legge spagnola (che significa pianificare, portare avanti il referendum indipendentista e poi dichiarare l’indipendenza sì o sì, discorso lungo, ne abbiamo già parlato negli articoli  ).

I richiami all’unità, alla prudenza ed al senso comune non sono riusciti ad impedire al partito CUP di esternare divisione ed astio, neanche in questi giorni successivi gli attentati di Barcellona e di Cambrils.

El Pais parla dunque della deputata CUP Mireia Boya che ha chiesto espressamente di sapere in anticipo la lista delle persone che saranno presenti alla manifestazione di sabato prossimo in ricordo delle vittime degli attentati perché, dice Boya, se sarà presente il Re di Spagna Felipe VI o qualche membro del Governo spagnolo, lei non parteciperà alla manifestazione. Una vera e propria mancanza di rispetto alle vittime dell’attentato, ed una dichiarazione di rottura istituzionale, dice elPais.

El Pais prosegue ricordandoci che l’attentato non è stato contro un partito o contro la Catalogna, è stato un attentato contro la libertà e la democrazia del mondo occidentale, le vittime ci rappresentano tutti.

El Pais poi ci riporta alle cifre. Alle elezioni della regione catalana, CUP fu la sesta forza politica con 336.375 tradotti in 10 seggi che, sommati ai 62 ottenuti da Jxsì (coalizione indipendentista che voleva vincere da sola ma non c’è riuscita) sono riusciti a mettere insieme una maggioranza per governare. Il Partito Popular prese più voti di CUP, 348.444 voti e quindi 11 seggi, Ciudadanos 25 seggi, PSC 16 seggi o Catalunya Sí que es Pot 11 seggi.

Il peso politico che ha conquistato CUP e il modo in cui tiene in mano la coalizione Jxsì, insieme al fatto che CUP è un partito estremista e che opera spesso fuori i confini della democrazia, sono ingiustificabili, dice elPais.

Se CUP non riesce a comprendere che quando ci si trova al governo di una regione bisogna pensare a tutta la popolazione, e che tutte le vittime dell’attentato meritano mobilitazione e unità di forze, forse è meglio che questa alleanza si rompa.

Oggi, dice sempre elPais, si riuniscono a Madrid i partiti del patto antiterrorismo, a cui parteciperanno anche quei partiti (molti dei quali nazionalisti e/o indipendentisti) che a suo tempo decisero di non sottoscrivere il patto, sarebbe auspicabile vedere anche CUP, poiché è una delle forze che governano la Catalogna, per dimostrare così unità nella lotta al terrorismo.

 

 

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