Pubblicato 20 Ago 2017

Aggiornato 06 Apr 2018

LA POLIZIA REGIONALE CATALANA NON HA CONDIVISO INFORMAZIONI ESSENZIALI CON LA POLIZIA SPAGNOLA

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Nella villa di Alcanar, quella esplosa a causa delle bombole di gas che i terroristi avrebbero usato per fabbricare la Madre di Satana, la super bomba, dicevamo in quella villa sono state ritrovate una quantità enorme di bombole gas, ma nessuno ha notato questo notevole e continuo acquisto di bombole, dove sono state acquistate queste bombole?

L’enorme quantità di bombole gas ad Alcanar

Riflettendoci bene, Alcanar si trova al confine con la Comunità Valenciana, dove la polizia catalana Mossos d’Esquadra non ha  alcune giurisdizione, se la fabbrica di trovasse proprio fuori dalla Catalogna in provincia di Castellon, nella Comunità Valenciana, a due passi da Alcanar?

Pare proprio che la polizia regionale catalana Mossos d’Esquadra non abbia avvertito la Guardia Civil circa l’esplosione della villa a Alcanar. Questo è fondamentale per lo sviluppo delle indagini perché los Mossos d’Esquadra non ha vere competenze in materia di terrorismo, non ha le conoscenze necessarie per poter portare avanti delle indagini così complesse al contrario della Guardia Civil. Perché la Guardia Civil non è stata informata? Per l’inesperienza della polizia catalana che non ha collegato l’esplosione ad una possibile cellula terroristica? Perché il direttore de los Mossos d’Esquadra, Pere Soler, ultraindipendentista, non voleva la Guardia Civil tra i piedi? Il giornale larazon.es non crede che los Mossos non abbiano capito che dietro quell’esplosione ci fosse dell’altro.

L’esplosione che è avvenuta Mercoledì16 alle ore 23.00 nella villa di Alcanar, la Guardia Civil e la Polizia Nazionale Spagnola hanno saputo la notizia il giorno seguente, il Giovedì 17, quando, dopo l’attentato di Barcellona si è riusciti alla fine a collegare l’esplosione della villa di Alcanar alla strage di Barcellona.

Purtroppo, non crediamo per volere del corpo di polizia Mossos d’Esquadra, ma per ragioni politiche e opportunistiche, non c’è stato un minimo di coordinamento tra le forze di polizia locali e statali.

Quando Theresa May, contrattando la Brexit, fece intendere velatamente che se avresse voluto non avrebbe più condiviso le informazioni in materia di terrorismo con il resto d’Europa, Tusk rispose chiaramente che la sicurezza non è negoziabile e non è suscettibile a ricatti. Oggi, colui che si fa chiamare dalle televisioni straniere, senza alcuna ragione, ”Ministro degli Esteri catalano” Raul Romeva dovrebbe spiegare perché los Mossos d’Esquadra non hanno reso noto alla Guardia Civil e alla Policia Nacional di un’esplosione enorme, avvenuta al confine tra Catalogna e Comunità Valenciana il giorno prima dell’attentato di Barcellona. Raul Romeva, oltre ad avere l’incarico di esportare la causa indipendentista catalana all’estero, è anche consigliere regionale alla sicurezza.

Ci chiediamo in che luogo siamo finiti? Che senso ha mantenere dei corpi di polizia regionali e chiuderli a testuggine?  Vero è che il Governo regionale della Catalogna ha voluto fare ”bella figura” agli occhi del mondo, ha declamato los Mossos d’Esquadra come i salvatori della patria (che qui non si discute il loro operato), avrà così inorgoglito ancora di più la parte indipendentista del paese e, magari, spera di conquistare l’altra parte, quella che vuole restare in Spagna, ma a che prezzo? La sicurezza non è uno spot elettorale.

In tutto questo, la Spagna, il governo nazionale, il ministro dell’Interno, perché sono sempre così accondiscendenti con la Generalitat della Catalogna? Come può il ministro dell’Interno spagnolo permettere che una regione non collabori su un tema tanto importante per la vita delle persone?

Si rendono conto che si tratta di un pericolo serio, che bisogna combattere senza guardare alla formazione politica o ideologica.

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