Pubblicato 11 Ago 2017

Aggiornato 08 Apr 2018

Il nuovo volto del franchismo: fascismo indipendentista catalano

Condividi

In Catalogna gli indipendentisti reclamano ad alta voce in diritto di decidere di separarsi dalla Spagna, ma i catalani costituzionalisti perché non urlano ad alta voce in diritto di rispettare la legge e la Costituzione della Spagna democratica post fascista?

La risposta è semplice, gli indipendentisti sostengono che ogni pensiero contrario all’indipendentismo catalano sia un pensiero fascista.

In Catalogna è difficile esprimere la propria opinione, sembra siano rimasti ancorati ad un’epoca in cui andare contro il regime era un delitto.

Assurdo no? Gli attuali indipendentisti catalani, incattiviti dal regime, attuano una strategia alquanto subdola: se sei contro l’indipendenza catalana sei fascista. In Catalogna il separatismo avrà ancora vita lunga e prospera perché è la sola idea legale che esista.

Viene subito in mente il caso di Albert Boadella.

Albert Boadella è un famosissimo attore e drammaturgo spagnolo. Nato a Barcellona nel 1943, in gioventù assunse  nette posizioni antifranchiste e tese verso il catalanismo di sinistra. In quell’epoca era considerato una bandiera dell’antifranchismo catalano. Nel 1977, a causa dello spettacolo teatrale da lui scritto e interpretato ”La Torna” (una satira al processo a Heinz Ches, l’ultimo condannato a morte con la garrota nella Spagna di Franco), Boadella fu imprigionato con l’accusa di vilipendio all’esercito, il giorno prima dell’udienza alla corte marziale scappò dal carcere e si rifugiò in Francia.

Con la fine del franchismo, restaurata la Generalitat della Catalogna, Albert Boadella fece ritorno a Barcellona e nel 1981 presentò, al  Teatre Lliure (Teatro Libero) di Barcellona nel quartiere Gracia, Operació Ubú un’opera in cui parodiava il potere di Jordi Pujol (Presidente della Generalitat della Catalogna), il fascismo di Francisco Franco, il clero e gli indipendentisti di ERC (sinistra repubblicana della Catalogna). Sempre in contrasto con il centralismo del potere, prima franchista e poi nazionalista catalano, sempre più criticato ed emarginato dalla presidenza della regione catalana, Albert Boadella del 2007 presentò il suo libro “Adiós Cataluña. Crónica de amor y de guerra” un libro con il quale drammaturgo annunciava che non avrebbe mai più lavorato in Catalogna (non a caso presentò il libro a bordo di una barca a largo di Barcellona per evitare di toccare il suolo catalano).

Albert Boadella militante antifascista contrario al regime di Francisco Franco, oggi è completamente rinnegato dalla sua stessa terra, perché in Catalogna chi non si conforma, chi critica i modi con cui i partiti indipendentisti stanno attuando la secessione dalla Spagna, sarà automaticamente marchiato come un nemico, un unionista, un fascista.

“il 90% della cultura in Catalogna è separatista e venduta al regime che è oggi presente in Catalogna, perché oggi in Catalogna c’è più un regime che una democrazia” Albert Boadella (articolo libertaddigital.com)

 

C’è qualcosa di più fascista che non permettere tranquillamente alle persone di esprimere la propria opinione?

La pluralità di idee e il diritto di critica hanno un ruolo fondamentale nella democrazia, ma in Spagna alcuni non vogliono svegliarsi, preferiscono sostituire un credo unico con un altro.

 

In questo video, i manifestanti indipendentisti catalani aggrediscono un padre con sua figlia perché la bambina indossava una maglietta della nazionale spagnola di calcio, un chiaro esempio di squadrismo fascista.

 

#StopFascismo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *