Pubblicato 10 Ago 2017

Aggiornato 08 Apr 2018

Tabarnia denuncia 164 milioni di denaro pubblico spesi per finanziare l’indipendentismo catalano

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Abbiamo già parlato della Plataforma per l’autonomia di Barcellona nel post “Tabarinia: Barcellona e Tarragona chiedono l’indipendenza dalla Catalogna”, torniamo oggi a parlare di questo movimento perché, a pochi mesi dalla fatidica data del referendum indipendentista (illegale), la Platafoma della Tabarnia torna all’attacco denunciando pubblicamente la  regione catalana, poiché questa sottrae a Barcellona 164 milioni di euro per finanziare l’indipendentismo. L’articolo tocca temi importanti ed attuali.

Lo sciopero di inizio agosto nell’aeroporto di Barcellona El Prat, usato dagli indipendentisti per screditare il governo spagnolo:

Gli attivisti dell’ANC – Asemblea Nacional Catalana (che vive di sovvenzioni) sono apparsi all’aeroporto di Barcellona – El Prat per palesare il loro odio nei confronti della Spagna tra i passeggeri in fila in attesa dei loro voli.  Dove erano questi attivisti durante le emergenze ospedaliere e durante le crudeli liste d’attesa? dove erano durante gli scioperi dei taxi e della metro?

Il fatto che alcune aziende hanno chiaramente deciso di abbandonare la Catalogna in caso questa si dichiari indipendente dalla Spagna.

Mentre prosegue la scalata delle assurdità indipendentiste, due aziende hanno annunciato di lasciare la Catalogna in caso di dichiarazione d’indipendenza: Naturhouse e Deraway.

Si parla poi dei conti pubblici, un tema molto caro agli indipendentisti:

La Catalogna ha un passivo di circa 70.058 milioni, la Spagna ha finanziato la Catalogna per un ammontare di 50.037 milioni. Ma dov’è che la Catalogna spende tutto questo denaro pubblico? Naturalmente, non spende questi soldi per aiutare i 15.150 disabili che da 6 mesi non ricevono sostegni da parte della Generalitat della Catalogna, per un totale di 32 milioni di euro. 

La Catalogna riesce a pagare i viaggi di Puigdemont, il presidente della regione catalana, che questo intraprende in giro per il mondo in cerca di appoggio contro la Spagna ma non ha i soldi che appartengono ai disabili? 

Sempre sul tema conti pubblici, la Tabarnia critica il modo in cui la Generalitat della Catalogna usa i fondi pubblici per finanziare emittenti e media vicini al credo indipendentista:

Come si spiega che giornali che vendono poche copie ricevono finanziamenti milionari? Ad esempio “ARA” (proporzionalmente il giornale che riceve più sovvenzioni d’Europa) proprietà della famiglia Carulla (Agrolimen) e Rodés (Havas Media) ha ricevuto 548.000 di euro. Fa riflettere lo studio condotto a maggio 2017 dall’ente Estudio General de Medios, la diffusione massima di questo giornale è di 87.000 lettori, la maggior parte dei quali leggono il giornale Ara grazie alle biblioteche, municipi e polisportive dove la Generalitat della Catalogna diffonde il giornale gratuitamente. Questo è uno scandalo che ormai non indigna nessuno nel paese del 3%.

TV3 non si rende conto che da anni ha cancellato ogni traccia di pluralità ideologica, si è trasformata in una macchina insaziabile per consumare risorse pubbliche e il lato peggiore (o migliore) è la caduta di audience per la priva volta nella storia dell’emittente. 

Il movimento Tabarnia non chiude gli occhi neanche davanti alle “purghe” che il governo regionale ha attuato negli scorsi mesi tra i dissidenti interni:

Barcellona e Tarragona non meritano questo. Noi non meritiamo un governo regionale che purga tutti i funzionari che non si piegano al separatismo. I pubblici funzionari vivono in uno stato di tensione e minaccia da parte della Catalogna. Vivono una situazione in cui devono decidere tra commettere un’illegalità (sottostare al referendum indipendentista)  o smettere di lavorare. 

La Tabarnia, come movimento prevalentemente barcellonese, critica e denuncia anche l’attacco indipendentista nei confronti del turismo barcellonese:

Dobbiamo sopportare ancora che gli indipendentisti catalani attacchino selvaggiamente il turismo di Barcellona? Perché dobbiamo tollerare che il mobiliario urbano e gli edifici pubblici (rotonde, facciate di municipi, scuole, etc) si riempino con le bandiere di questi radicali, pagate oltretutto con denaro pubblico? A qualcuno è mai passato per la mente issare in una rotonda una bandiera del Partito Popolare spagnolo o di Ciutadans? Perché permettiamo che vengano issate bandiere che sono ufficiali tanto quanto quelle di Narnia o di Westeros? troppe domande senza risposta?

 

Nel sito ufficiale di Bcn is not Catalonia potrete leggere l’intero post in spagnolo.

 

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