Pubblicato 22 Lug 2017

Aggiornato 06 Ago 2017

Referendum indipendenza Catalogna 1° Ott. 2017: Un trucco geniale per favorire l’affluenza alle urne

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Oggi Carles Enric López ha scritto su cronicaglobal.elespanol.com un articolo molto interessante che potete leggere in spagnolo cliccando QUI.

Il titolo dell’articolo è IL GRANDE TRUCCO: ELEZIONI REGIONALI DEL 1 OTTOBRE 2017

Il giornalista fa un’analisi molto interessante circa gli ultimi avvenimenti e il modo in cui la Generalitat della Catalogna sta gestendo l’affare Referendum indipendentista del 1 ottobre 2017. Il referendum come sappiamo è illegale, non riconosciuto dalla Costituzione spagnola e quindi dallo Stato, dall’Unione Europea e dal mondo intero. I catalani disposti a recarsi alle urne sono pochi, il referendum è un disastro annunciato. In questo clima, Carles Enric Lopez sostiene che Carles Puigdemont può fare una sola mossa per scongiurare il disastro: sciogliere il parlamento regionale catalano e proclamare elezioni della regione catalana per giorno 1 ottobre 2017.

Sapremo se questa è la strategia di Puigdemont giorno 8 agosto, cioè a 54 giorni dal 1 ottobre, 54 giorno solo il limite di tempo per proclamare elezioni secondo la legge spagnola.

La domanda è la seguente:

“è possibile bloccare una votazione illegale all’interno di una votazione legale?”

Se davvero Puigdemont scioglierà il Parlamento regionale della Catalogna per poter così accorpare le Elezioni della Regioni al Referendum separatista, si creerà un grosso groviglio: ci saranno due schede, una legale per le elezioni regionali ed una scheda illegale e incostituzionale per il referendum separatista. Sarà difficile che tutta la popolazione catalana, specialmente quella dei piccoli centri abitati, riesca a comprendere che una delle due schede è illegale. Il risultato sarebbe una grande affluenza alle urne che, unita alla domanda che formula il referendum: “vuoi che la Catalogna diventi uno stato indipendente sotto forma di repubblica?” in una regione che ha poca famigliarità con la corona borbonica, potrà portare alla ”vittoria” la compagine separatista.

Un sotterfugio, certo, un modo subdolo per portare quanta più gente alle urne.

Le scuole saranno aperte per forza di cose, ospiteranno i seggi elettorali delle elezioni regionali e tutti quei sindaci e quei municipi che si sono rifiutati di fornire i locali scolastici per la votazione illegale separatista non potranno fare altro che aprire le scuole per lo svolgersi delle elezioni regionali alle quali si aggiungeranno quelle del referendum separatista.

Ricordiamo che in Catalogna si è votato a settembre 2015 per le elezioni regionali, la coalizione indipendentista non ha ottenuto la maggioranza e si è alleata con CUP per poter governare. Il trucco di unire le elezioni regionali e il referendum separatista è tanto geniale quanto subdolo. Staremo a vedere.

 

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