Pubblicato 13 Lug 2017

Aggiornato 06 Apr 2018

Le responsabilità giuridiche del Butiferendum del 1 ottobre 2017

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Come è noto, Carles Puigdemont ha annunciato ormai da circa un mese e mezzo la data del referendum indipendentista catalano del 1 ottobre 2017, in Spagna lo chiamano butiferendum dall’unione delle parole Butifarra = Salsiccia e Referendum, a indicare un referendum organizzato e condotto tra amici come fosse una salsicciata.

Oriol Junqueras di ERC, vicepresidente della Generalitat di Catalogna, sguardo attento e piglio sveglio, indipendentista puro e sognatore, colui che insieme a Puigdemont ha montato la storia del referendum indipendentista e della dichiarazione unilaterale di indipendenza, a settembre 2016 era stato designato responsabile dell’organizzazione del referendum.

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Oriol Junqueras, ERC. Vicepresidente della Generalitat di Catalogna

In questi giorni, Junqueras si smarca e pretende che siano tutti i consiglieri di maggioranza promotori dell’indipendenza catalana a firmare insieme a lui il documento che ufficializza che la Generalitat della Catalogna farà il referendum indipendentista.

Cosa succede? Perché uno dei leader storici del movimento indipendentista non vuole essere il faro che guida la Catalogna verso l’indipendenza?

La risposta è semplice. Il movimento indipendentista catalano così come lo conosciamo oggi si è sviluppato intorno al 2011 / 2012, in un momento di grave crisi per la Spagna, l’Italia, l’Europa e il mondo intero. I leader catalani hanno trovato il modo per lavarsi le mani dei problemi legati alla crisi economica, riuscendo a salvaguardare il loro ruolo, Artur Mas su tutti che da ”unionista” si è improvvisamente trasformato in ”indipendentista”, ne abbiamo parlato qui.

La consulta del 9 novembre 2014 ha avuto ripercussioni legali su Artur Mas che è stato interdetto dai pubblici incarichi per due anni. I leader catalani hanno sinceramente paura di addossarsi la responsabilità giuridica di un referendum illegale a cui la popolazione non voterà in massa perché la Catalogna non è tutta indipendentista, come abbiamo detto qui e qui.

Oriol Junqueras ha brama di potere, oggi è vicepresidente della regione catalana e già si vede presidente alla guida della regione, non vuole quindi firmare il documento di ufficializzazione del referendum indipendentista che lo responsabilizza giuridicamente, chi firma quel documento dovrà comparire davanti al Tribunale Costituzionale (come la nostra Corte Costituzionale). Oriol Junqueras non vuole fare la fine di Artur Mas proprio perché vuole fortemente candidarsi alla presidenza della regione e vincere.

In una Catalogna indipendente, che valore avrebbe la sentenza del Tribunale Costituzione Spagnolo?

Niente, come loro stessi (i leader dell’indipendenza) hanno dichiarato: amnistia per tutti coloro condannati per cause indipendentiste.

Allora, perché i leader indipendentisti esitano così tanto e non firmano quel famoso documento per avviare il famoso processo indipendentista?

Lo spiega bene Josep Borrell, PSOE, ex ministro ed ex presidente del Parlamento Europeo: i leader sanno bene che la popolazione catalana non è tutta indipendentista, il loro referendum naufragherà e la stessa dichiarazione unilaterale di indipendenza non ha alcun valore perché nessun paese dell’Europa riconoscerà la Catalogna come uno Stato, poiché l’indipendenza non si può imporre a tutti i catalani quando esistono percentuali così basse di consenso (gli indipendentisti catalani disposti a tutto per ottenere l’indipendenza sono circa il 27% della popolazione). Nessuno vuol perdere la poltrona e rovinare sogni e aspirazioni politiche. Per i leader indipendentisti sarebbe ottimo vivere sempre in bilico tra minacce di indipendenza e negoziazioni con il governo spagnolo. Il dolce far nulla.

La sensazione è che i leader indipendentisti hanno marciato moltissimo e per anni con la storia dell’indipendenza, riuscendo a raccontare ogni tipo di favola, hanno creato Catadisney ed ora non sanno come uscirne fuori.

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