Pubblicato 06 Lug 2017

Aggiornato 08 Apr 2018

San Fermin 2017

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Stamattina alle ore 12.00 in punto a Pamplona si è svolto il rito del Chupinazo.

“Pamploneses, Pamplonesas,

¡Viva san Fermín! Gora san Fermin!”

dopo aver pronunciato questa frase, la ragazza scelta quest’anno ha acceso il razzo (il chupinazo) sono così iniziate le festività di San Fermin.

In piazza davanti al municipio di Pamplona una moltitudine di persone vestite di bianco che mostravano il loro fazzoletto rosso. Un rito molto bello, molto sentito, molto importante per tutta la Spagna che lo trasmette in diretta nazionale.

La particolarità della festa la conosciamo un po’ tutti: le corse dei tori.

Quest’anno le festività sono iniziate già con una polemica: nel balcone del Municipio di Pamplona (da dove si annuncia l’inizio dei festeggiamenti e si accende il chupinazo) è spuntata, tra le bandiere ufficiali, la bandiera del País Vasco.

Ora, Pamplona è il capoluogo di regione della Navarra, cosa ci fa la bandiera basca in un municipio della Navarra? Gli indipendentisti dei Pesi Baschi sono simili a quelli della Catalogna, non avevano in passato una corona propria ma pretendono unire le altre comunità autonome sotto la loro bandiera.

Infatti, l’Aragona aveva la Corona d’Aragona che si unì alla Corona di Castiglia e formò la Spagna, la Catalogna faceva parte del Regno di Aragona come Contea ma oggi la Catalogna rivendica un regno catalano mai esistito (perché il suo pretendente al trono morì senza eredi). Allo stesso modo la Navarra aveva la Corona del Regno di Navarra e oggi i nazionalisti baschi vogliono annetterla sotto la bandiera basca.

Altra curiosità, oggi tra la moltitudine di gente in piazza a Pamplona spiccava chiaramente una estelada (o cubana), la bandiera indipendentista catalana. Cosa ci fa una bandiera indipendentista alla festa di San Fermin? Gli indipendentisti catalani hanno fatto dell’anti tauromachia un segno di distinzione rispetto al resto della Spagna ed alla fine li ritrovi a San Fermin, festeggiare insieme a tutti gli altri, indipendentisti di altre regioni e non, spagnoli fino in fondo, tutti.

Loro non se ne accorgono, ma visti da fuori sono ancora più spagnoli perché con le loro contraddizioni, la loro nostalgia legata ad un passato antichissimo che pare non sia mai realmente passato e tante volte reinventato e aggiustato, rivendicano con onore un pezzo di terra ed una lingua parlata da 5 o 6 milioni di persone, non li capisce nessuno, nessuno. Tra di loro credo che si comprendano, sono così simili nei contrasti, nel marcare se stessi come NON SPAGNOLI MA.

Forse hanno paura di perdere identità e di diventare fino in fondo un’unica nazione, ma l’identità di un territorio non si perde così, ogni rito e ogni segno è la testimonianza di una civiltà, e questo non sparirà mai. Oppure, hanno sperimentato la democrazia così da poco tempo da avere ancora il dente avvelenato, gli uni con gli altri, gli stessi che oggi tutti in coro hanno festeggiato l’inizio delle feste di San Fermin. La Spagna è molto bella ed è un peccato che gli spagnoli non se ne accorgano.

 

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