Pubblicato 02 Lug 2017

Aggiornato 08 Apr 2018

La Pubblicità indipendentista in Catalogna: Ara és l’hora 9.N 2014

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La Asamblea Nacional Catalana (ANC) è un’organizzazione, nata nel 2011,che ha come obbiettivo raggiungere l’indipendenza della Catalogna. Dalla sua fondazione fino al 2015 l’ANC è stata presieduta da Carmen Forcadell (attualmente Presidente del Parlamento regionale catalano), dal maggio 2015 è presidente dell’ANC Jordi Sánchez.

Nel 2014 l’ANC ha ammesso di spendere 20.000 euro a settimana per la campagna Ara és l’hora (adesso è il momento) a favore del SI, in occasione di quella famosa consulta del 9 novembre 2014 a cui votarono persone anche due e tre volte, la consulta per cui Artur Mas è stato condannato all’interdizione dai pubblici uffici per due anni.

A riconoscere questa cifra spropositata è stato Oriol Soler, all’epoca direttore della suddetta campagna pubblicitaria indipendentista.

Vediamo meglio come hanno speso 20.000 mila euro settimanali.

Soler stesso ha parlato di avere collocato più di 100.000 manifesti, 1.349 grandi poster, 145 cartelloni pubblicitari e 18 insegne luminose, inoltre sono stati posti degli speciali messaggi pubblicitari nei corridoi della metro di Plaza de Cataluña a Barcellona, ed altri negli autobus di Lérida, Gerona e Tarragona.

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Esempio di Manifesti dell’ANC, a sinistra la traduzione in italiano

La cosa curiosa è che molti post it dei manifesti indipendentisti recano ”desideri” che si sono già avverati, e da tempo. Ad esempio, il post it che dice “una nazione dove la sanità è senza liste di attesa” ci fa immaginare che in Catalogna la sanità sia competenza di altri e non della Catalogna, invece è competenza della Catalogna. Oppure la scuola, è competenza della Catalogna.

Non hanno davvero badato a spese per l’affissione di questi manifesti. Addirittura un manifesto gigantesco ha coperto la facciata de La Pedrera di Antoni Gaudí (con dispiacere dei turisti che trovandosi in città si sono visti tappata la facciata di uno dei più importanti edifici modernisti), qui la foto de La Pedrera

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“vogliamo una nazione nostra sì o sì” recita il manifesto

Venne anche posizionato (abusivamente ma senza problemi) un orologio con il conto alla rovescia che scandiva il tempo mancante fino alla consulta per la secessione.

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l’orologio con il conto alla rovescia
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“una nazione che si alza presto ma che dorme tranquillamente”
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“una nazione dove posso andare via di casa a 18 anni”

Questo manifesto è curiosissimo perché è scritto in spagnolo, una lingua che è totalmente esclusa dalla vita amministrativa catalana, per volere della Generalitat, dalle scuole agli uffici pubblici, tutto deve svolgersi solo in catalano, l’unico momento in cui lo spagnolo viene utilizzato (perché la maggioranza della popolazione catalana parla solo lo spagnolo) è per pubblicizzare l’indipendentismo.

Gli slogan si susseguirono senza sosta, la Catalogna si trasformò allora in Catadisney, il paese delle favole dove tutto sarà possibile grazie all’indipendenza dalla Spagna:

In una Catalogna indipendente saremo una Nazione invincibile in ogni ambito […] Se la Catalogna diventerà indipendente, il costo della benzina scenderà di 20 centesimi, di colpo […] In una Catalogna indipendente non ci saranno pedaggi da pagare. Dichiarazioni di Ot Pi

Con l’indipendenza: Ci saranno più posti in asili nido; Più ispettori fiscali; Più giudici e maggiormente preparati; Un’economia produttiva, non speculativa; Saremo la California d’Europa; Giornalismo sarà più plurale e indipendente; Il nostro bilancio t annuale aumenterà di 16.000 milioni di euro.  Dal documentario “L’Endemà” del 2014

Insomma, la campagna pubblicitaria per la consulta del 9 novembre 2014 è stata un poco invasiva, diciamo. Post it giganti ovunque, con frasi sciocche, ogni frase recava la didascalia dell’autore della frase che poteva essere un bambino, un anziano etc, in realtà erano i pubblicitari ma con quella didascalia che mostrava nome ed età dell’autore della frase si dava personalità alla campagna. Molti barcellonesi erano esausti, vedevano post it gialli ovunque, frasi su Catadisney ovunque. Certo, ANC ha pagato per piazzare manifesti ovunque e avvolgere il mobiliario urbano con plastica gialla. Ma dove prendono tutti questi soldi?

Oriol Soler, direttore della campagna pubblicitaria in questione, è uno specialista nel riceve finanziamenti dalla Generalitat (il governo regionale catalano).

Soler, come azionista, e  Grup Cultura 03 tra gli altri, misero in piedi il giornale Ara, di chiaro stampo indipendentista. A metà 2010, proprio prima del lancio, il giornale ricevette un finanziamento di 1 milione di euro dall’assessorato alla cultura della Catalogna.

Nel mese di luglio 2014, ANC, Òmnium Cultural e Soler come direttore dell’operazione, organizzarono questa enorme campagna pubblicitaria di cui parliamo in questo articolo: Ara és l’hora. La campagna includeva anche una sorta di sondaggio porta a porta per stabilire quanti avrebbero votato si, per dividere insomma ”i buoni” dai ”cattivi”. Per questo motivo, l’Agenzia Spagnola di Protezione Dai ha multato Soler e tutta la banda, per aver raccolto dati ideologici senza permesso.

Come possono piazzare tanti manifesti per una consulta illegale e poi dire che vivono in una nazione (la Spagna) che non lascia loro la libertà?

Resta vedere come si organizzeranno per pubblicizzare a dovere il referendum indipendentista del 1 ottobre 2017.  Ci sarà da diventare matti.

 

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