Pubblicato 28 Giu 2017

Aggiornato 10 Ott 2017

Puigdemont contro la Guardia Civil

Condividi

In queste settimane la Guardia Civile (l’equivalente dei nostri Carabinieri e Guardia di Finanza messi insieme) sta interrogando alcuni funzionari pubblici del governo regionale catalano in merito al referendum separatista programmato per il 1 ottobre 2017.

Già alcuni mesi fa, il senatore di Sinistra Repubblicana Catalana Santiago Vidal aveva annunciato orgogliosamente che il governo regionale catalano era entrato in possesso dei dati tributari dei cittadini spagnoli della Catalogna. Egli stesso, rivolgendosi alle istituzioni spagnole, affermò:

“La Generalitat (governo regionale catalano) è in possesso di tutti i vostri dati fiscali. Questo è illegale perché si tratta di dati riservati protetti dalla legge, in teoria non dovremmo avere accesso a questi dati ma a volte le cose succedono. Non vi diremo come siamo riusciti ad averli perché non è esattamente legale”

Non solo, Vidal aveva anche parlato anche della Giustizia:

“Abbiamo determinato chi tra gli 801 giudici spagnoli in Catalogna condivide i nostri sogni ed ideali. Sappiamo perfettamente chi andrà via e chi resterà. Sappiamo su quali giudici possiamo contare”

Secondo Vidal, i giudici catalanisti separatisti sarebbero circa 300. Proseguendo poi il suo racconto del dietro le quinte dell’indipendenza, il senatore di ERC ha parlato di 400 milioni di euro stanziati dal governo regionale catalano per organizzare il referendum aggiungendo:

“Non dirò sotto quale intestazione questo denaro è stanziato perché è  volutamente camuffato, mimetizzato, altrimenti il governo spagnolo lo bloccherebbe immediatamente”

Secondo quanto affermava Vidal, la Generalitat della Catalogna ha assunto esperti stranieri come consulenti per adattare il modello catalano alle amministrazioni finlandesi, norvegesi e danesi, per trasformare così la Catalogna nella Danimarca del sud. Queste ultime affermazioni hanno suscitato ilarità in tutta la Spagna.

Dopo queste rivelazioni eclatanti, dalla Generalitat della Catalogna arrivò la replica che tentò di rinnegare le orgogliose affermazione del senatore Vidal:

“Quelle di Vidal sono solo opinioni. Il governo catalano si muove nella massima trasparenza e legalmente”

Dopo tutto ciò è partita l’inchiesta della Guardia Civil che sta interrogando i funzionari pubblici catalani in qualità di testimoni di illeciti. Oggi il presidente della Generalitat Carles Puigdemont afferma che la Guardia Civil si comporta da “spaventa funzionari”, ne parla El Pais.

Nel frattempo dalla CUP (gli alleati della coalizione Junts pel si) arrivano preoccupazioni in vista del referendum, il deputato Carles Riera ha espresso “la massima preoccupazione per le carenze e le debolezze mostrate nell’organizzare il referendum”, Puigdemont ha quindi risposto che non è cambiato niente e che il referendum si farà.

Il 4 luglio il presidente Carles Puigdemont dovrebbe rendere noti i dettagli del referendum separatista. Ne ho già parlato qui.

 

Nel frattempo… niente, qui non esiste altro problema che l’acquisto delle urne (che è saltato, per il momento)  e come e dove reclutare scrutatori. La Catalogna va da sé parallelamente a tutto questo trambusto. Noto una totale disconnessione tra la classe politica indipendentista e la popolazione. Ho la sensazione che la CUP (in netta minoranza) ha molta, moltissima voglia del referendum e che la coalizione Junts Pel si mi sembra pentita e cerca di guadagnare tempo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *