Pubblicato 25 Giu 2017

Aggiornato 08 Apr 2018

La scuola pubblica catalana

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Come ho scritto in questo post, la scuola pubblica catalana è gestita dalla Generalitat della Catalogna, quindi dal governo regionale.

questo video è uno degli innumerevoli video sulla scuola pubblica catalana che si trovano in youtube.

La Catalogna è una nazione che fa parte della Unione Europea.
Esisteva una Corona di Catalogna e di Aragona ( Corona Catalano-Aragonese)
queste ed altre affermazioni sono menzogne ma si trovano nei libri scolatici catalani.
(parole della giornalista).

I bambini catalani crescono pensando di vivere sotto il dominio di un paese colonizzatore, la Spagna, loro che sono una nazione millenaria che si chiamava Regno Catalano-Aragonese (gli Aragonesi sono molto arrabbiati perché il regno era quello Aragonese, e la Catalogna faceva semplicemente parte del territorio aragonese essendo una Contea).

Youtube è pieno di video simili a questi, dove bambini delle scuole elementari parlano di indipendenza catalana, affermano che patteggiano per l’indipendenza, alcuni non riescono a spiegare perché, molti dicono che vogliono pagare meno tasse e spendere di più al supermercato, altri dicono che vogliono essere liberi.

Questo è un tema molto importante secondo me, Artur Mas alcuni anni fa, nel 2011 circa, all’inizio della corsa verso l’indipendenza, affermava che la Catalogna non avrebbe potuto votare perché bisognava prima convincere la gente, ovviamente la scuola e la tv hanno giocato un ruolo fondamentale: addottrinare le masse.

Noi crediamo che non ci sia niente di male nell’essere convinti dell’indipendenza, nel chiedere l’indipendenza, crediamo che sia sbagliato convincere le menti dei bambini (o in generale, delle persone che guardano la tv, quindi tutti) di patteggiare per l’indipendenza. Il rischio è altissimo, molti indipendentisti che seguono il flusso del governo regionale si ritrovano senza avere idea di come potrebbe essere il domani, il giorno dopo l’indipendenza, ad esempio i leader indipendentisti non hanno spiegato alla massa come proteggere i confini, come fare per incassare le pensioni, come chiedere finanziamenti. Questi sono aspetti che i governi catalani di Jordi Pujol,  Artur Mas, e ora di Carles Puigdemont, hanno intenzione di lasciare allo Stato Spagnolo, cioè dire non vogliono più pagare le tasse alla Spagna, non vogliono sottostare alle leggi spagnole e alla giustizia spagnola, ma vogliono comunque che la Spagna continui a finanziare la Catalogna. Queste ed altre idee assurde hanno preso piede negli ultimi anni. Il popolo che ha seguito il flusso si ritrova a credere ad una favola. Esattamente come i bambini che crescono pensando di vivere in un paese che limita la loro libertà. La Libertà, capite?

Un paese che permette alla regione di decidere tutto su scuola, infrastrutture, sanità, politica e quant’altro, sta alimentando bambini, futuri cittadini, che credono di vivere senza libertà. Cosa è poi la libertà per uno di questi bambini? Essere indipendenti dalla Spagna, questo è libertà. Allora la parola, bellissima parola, libertà (così come democrazia) ha perso significato. I diritti inviolabili del cittadino, protetto dallo stato di diritto, diventano tirannia. Questo confonde molto le idee delle menti così giovani che devono ancora capire cosa sono concetti astratti ma fondamentali come libertà, democrazia, giustizia etc invece che spiegare loro i concetti e poi lasciare che siano essi stessi a decidere cosa pensare e perché, vengono direzionati verso l’indipendenza perché viene loro mostrata come la “cosa giusta e naturale” convinti di vivere dentro una sorta di dittatura. A mio modo di vedere, quello che succede nelle scuole pubbliche catalane è gravissimo, è talmente grave da non sembrare neanche Europa. La scuola deve formare le menti che poi dovranno formulare i loro pensieri, la scuola è lo strumento della conoscenza, non può trasformarsi in una fabbrica di pensatori unidirezionali. è sbagliato e antidemocratico.

Al contrario, i tanti non indipendentisti vivono in silenzio. Sperando che le cose cambino, che torni il sereno e che il governo regionale pensi ai problemi reali della Catalogna, invece di parlare continuamente sempre e solo di indipendenza.

Un pensiero riguardo “La scuola pubblica catalana

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