Pubblicato 22 Giu 2017

Aggiornato 08 Apr 2018

Sovvenzioni solo ai media indipendentisti.

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Per capire quanto i mezzi di comunicazione siano strumentalizzati dai partiti indipendentisti, basta vedere di cosa si dibatte all’interno del governo regionale catalano: notizia di oggi, la CUP chiede che abbiano accesso alle sovvenzioni statali solo i media che si schierano apertamente a favore del referendum unilaterale indipendentista del 1 ottobre 2017. La notizia si trova qui.

I media che non patteggiano per l’indipendenza, devono essere chiamati fuori dalle sovvenzioni, non devono riceve i soldi pubblici. Questi soldi, che sono i soldi provenienti dalle persone, indipendentiste e non indipendentiste, devono finire solo ai mezzi di comunicazione che patteggiano per il referendum illegale. Benvenuta dittatura.

I media hanno un ruolo importantissimo in Catalogna e fungono l’azione di addottrinamento della massa. Sponsorizzano in pieno i partiti indipendentisti, annunciano solo le notizie favorevoli a questi, storpiandone il senso e il risultato, diffondono insomma il verbo indipendentista.

Lo abbiamo visto noi italiani con Berlusconi, quando un partito politico vuole diffondere il verbo, deve puntare necessariamente sulla televisione.

TV3 è la televisione pubblica catalana, pagata quindi con i soldi dei contribuenti, di tutti i cittadini della Catalogna ma la sua offerta televisiva è dedicata per lo più agli elettori indipendentisti già formati ed ai potenziali futuri indipendentisti.

Per fare un esempio, TV3 si parla fondamentalmente di due cose:

  1. L’indipendentismo e tutte le cose a questo connesse, come il referendum, tribune politiche con esponenti indipendentisti che, spesso senza contraddittorio, espongono teorie assurde che riguardano l’economia, la politica e la storia, inchieste giornalistiche che gettano fango sulla Spagna che opprime la Catalogna etc.
  2. Il F.C. Barcelona.

Fuori questi due argomenti, il resto sono serie tv e programmi di cucina dove ogni parola è studiata e calibrata per sottolineare la catalanità e l’orgoglio della Catalogna, la diversità rispetto agli altri spagnoli, il tutto condito con il solito vittimismo nazionalista. Qualunque scusa è buona per rimarcare il bisogno (mai del tutto spiegato e argomentato ) di indipendenza. Si ripete sempre il solito mantra: SIAMO UNA NAZIONE, ABBIAMO IL DIRITTO DI DECIDERE. VOGLIAMO DEMOCRAZIA. Uno slogan infinito.

Ma qual’è il risultato di questo processo di addottrinamento televisivo che sembra uscito da Fahrenheit 451?

TV3 perde spettatori. Qui l’articolo completo. Di seguito un estratto:

è chiaro che il tanto insistere sul mono-tema dell’indipendenza – utilizzando qualunque scusa – ha prodotto una reazione negli spettatori e di conseguenza TV3 è crollata ed oggi non occupa più i primi posti nella scala delle preferenze in Catalogna, primi posti oggi occupati da Tele5 e Quattro (due reti mediaset, quindi private, ndt)

 

 

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