Pubblicato 19 Giu 2017

Aggiornato 08 Apr 2018

La rivoluzione dei sorrisi? Proprio no.

Condividi
La secessione indipendentista catalana è stata ribattezzata dai leader indipendentisti come la rivoluzione ”civile”, ”democratica”, ”di integrazione” o anche ”la rivoluzione dei sorrisi”. Bene, non è così tanto pacifica e democratica.  Aggressioni, insulti e intimidazioni sono all’ordine del giorno. Alcuni esempi:

  • A marzo, un gruppo di giovani studenti catalani contrari all’indipendenza che stavano facendo volantinaggio presso la sede dell’Universidad Autónoma de Barcelona (UAB), per conto di un’associazione anti indipendenza (Società Civile Catalana), sono stati aggrediti dai catalani indipendentisti che hanno poi bruciato la bandiera spagnola. A questo link trovate il video del fatto in questione e l’articolo de El Pais.
  • Ad Aprile Lluís Llach, deputato di Junts pel Si, ha chiaramente intimato a tutti i funzionari catalani di sottostare alla così detta legge di transitorietà, cioè quella legge che di punto in bianco un giorno decreterà la fine della Catalogna all’interno della Spagna, chiunque non si piegherà alla nuova legge (catalana) ne pagherà le conseguenze, ha aggiunto il deputato (già cantante famoso). Qui l’articolo.

Strano, no? Il governo regionale punirà i dipendenti della Generalità (cioè Regione), anche e soprattutto la polizia catalana, Mossos d’esquadra, se decideranno di seguire la legge spagnola invece che la nuovissima legge di secessione. Questa sarebbe “democrazia”? a NOI SEMBRA FRANCHISMO.

Questo per dire che quando diciamo che non hanno bene inteso il senso della parola Democrazia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *