Pubblicato 13 Giu 2017

Aggiornato 06 Apr 2018

Catalogna: Consulta del 2014 e Referendum del 2017. Facciamo chiarezza.

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Nel 2014 l’allora presidente della Comunità Autonoma Catalana Artur Mas aveva promosso una consulta per chiedere (in modo informale) ai catalani se avrebbero voluto che la Catalogna diventasse uno Stato Indipendente dalla Spana.

In Spagna, come del resto in qualunque stato europeo, non è possibile indire un referendum per scindere la nazione, l’unico modo sarebbe quello di cambiare la costituzione perché la Costituzione delinea e difende i confini nazionali.

A quella Consulta del 2014

, illegale (o informale), poterono votare tutti, catalani e non, poterono votare i maggiori di 16 anni e si poté votare anche due o tre volte.

Trascorse un anno, il 27 settembre del 2015, in Catalogna si svolgono le elezioni regionali, (avevano già votato nel 2010, poi di nuovo nel 2012 e nel 2015 per la terza volta in 4 anni). Queste elezioni sono state pubblicizzate come un futuro plebiscito certo, plebiscito che avrebbe incoronato Artur Mas fautore dell’indipendenza, infatti la larga coalizione indipendentista mirava ad ottenere una fortissima maggioranza per poter giustificare le aspirazioni indipendentiste della Catalogna. Il risultato elettorale non fu quello sperato. I voti alla coalizione indipendentista Junts pel si non raggiunsero la maggioranza fissata a 68 seggi, la coalizione Junts pel si prese circa il 39,5 % dei voti ed ottenne 62 seggi, per poter formare un governo di maggioranza si allearono con la CUP che ottenne 10 seggi.  Questo risultato elettorale deludente (viste le aspirazioni) non intimorì o la coalizione indipendentista che affermò di essere comunque legittimata nel proseguire con il processo di indipendenza della Catalogna. La coalizione Junts pel si e CUP mettono da parte Artur Mas,  quest’ultimo era il candidato alla presidenza della Regione Catalogna ma dopo l’esito elettorale le cose cambiarono.

In questo trambusto post elettorale emerge Carles Puigdemont che era sindaco di Girona e presidente dell’Associazione Comuni per l’Indipendenza.

Ma come si è arrivati al proclamo del Referendum per l’Indipendenza della Catalogna del 1 Ottobre 2017?

Gennaio 2016 – Carles Puigdemont diventa presidente della regione Catalogna.

In Catalogna, i non indipendentisti catalani chiamano Carles Puigdemont ‘presidente non eletto’ perché non era candidato ed è spuntato fuori solo dopo l’esito elettorale, ovviamente la sua presidenza è legale ma molte persone sostengono che  Carles Puigdemont non è legittimato dal voto popolare, contestano soprattutto il fatto che un presidente che non ha avuto un mandato dal popolo non possa negoziare o decidere l’uscita unilaterale della Catalogna dalla Spagna. Di questo parere sono anche alcuni indipendentisti. Nonostante questo, il nuovo governatore catalano decide di compiere il grande passo e proclama l’inizio della fase finale del Processo di Indipendenza iniziato nel 2012. La fase finale del Processo di Indipendenza riguarda la famosa ‘Dichiarazione Unilaterale di Indipendenza’, ciò significa che il Governo Regionale Catalano intende proclamarsi indipendente unilateralmente, intende quindi mettere la Spagna davanti al fatto compiuto. Questo atteggiamento ovviamente ha mosso molte critiche, specialmente tra i catalani non indipendentisti.

Come primo atto verso la dichiarazione unilaterale di indipendenza, Puigdemont dichiara che se non ci sarà il referendum la Catalogna si autodichiarerà indipendente dalla Spagna. Per fare tutto questo, il consiglio regionale catalano inizia a stilare una legge di rottura chiamata Legge di Transitorietà.

Cosa dice la Ley de Transitoriedad? Dice sostanzialmente che se il Governo Spagnolo tenta di bloccare il referendum per l’indipendenza, il governo regionale catalano dichiarerà immediatamente l’indipendenza ed inoltre immediatamente dopo la dichiarazione di indipendenza, la Generalità (ossia, il governo regionale catalano) assumerà tutte le funzioni che fino ad oggi sono state dello Stato Spagnolo(*)

I partiti indipendentisti catalani sanno che una mossa del genere potrebbe metterli sotto cattiva luce agli occhi dell’Europa, hanno deciso allora di chiedere al Presidente spagnolo Mariano Rajoy un accordo per risolvere la questione. Le condizioni dell’accordo sono queste:

  1. Indire il referendum, appoggiato e sostenuto dal Governo Spagnolo. Ma il governo spagnolo sostiene un referendum indipendentista non si può concordare con un governo, non è possibile perché la Costituzione Spagnola non permette questo referendum… quindi si passa al punto due.
  2. Cambiare la Costituzione per permettere che la Catalogna voti legalmente per uscire dalla Spagna. Ma per cambiare la Costituzione serve tutto il parlamento a favore. Nessuno in Spagna cambierebbe la Costituzione per questo. Quando la Costituzione Spagnola venne approvata, nel 1978, fu approvata ovviamente anche dai catalani. La Costituzione, scritta anche dai catalani della costituente, prevedere che la sovranità appartiene al popolo spagnolo, a tutto il popolo spagnolo, quindi si può dedurre che solo un referendum che chiami al voto tutto il popolo spagnolo potrebbe essere concesso. La coalizione indipendentista ovviamente non è d’accordo.

Il governo spagnolo allora ha invitato Carles Puigdemont al Parlamento per esporre le sue istante indipendentiste, ma il presidente della regione catalana ha rifiutato l’invito sapendo che non avrebbe ricevuto applausi.

Nel frattempo

  • Artur Mas e Carles Puigdemont viaggiano in giro per il mondo alla ricerca di aiuti internazionali a sostegno dell’indipendenza catalana. Con scarsi risultati.
  • Si aggrava il caso Pujol (ex presidente della regione catalana, mentore di Artur Mas). Dopo lo scoppio del caso nel 2012, varie indagini hanno fatto emergere illeciti da parte di Pujol, di sua Moglie Marta Ferrusola ed alcuni dei loro sette figli, una questione molto simile alla nostra Mani Pulite. Comunque, si tratta fondamentalmente di riciclaggio di denaro, paradisi fiscali, tangenti, evasione fiscale, traffico di influenze etc etc Nel 2017 il figlio maggiore di Pujol finisce in carcere ed adesso lì si trova.
  • Si indaga sul caso del 3%.
  • Nel Marzo 2017 Artur Mas fu condannato dal Tribunale Costituzionale a due anni di interdizione dai pubblici uffici per aver promosso la consulta illegale del 2014. Ciò significa che Artur Mas non può candidarsi ed aspirare a nessuna carica per i prossimi due anni. Il tribunale costituzionale condannò anche le ex consigliere Irene Rigau ad un anno e sei mesi di interdizione e Joana Ortega ad un anno e nove mesi di interdizione.
  • Joana Ortega chiede al Tribunale Superiore di Giustizia della Catalogna di riesaminare il caso senza aspettare il verdetto del Tribunale Supremo, così da fare iniziare la condanna di interdizione dai pubblici uffici immediatamente, e poter concorrere alle elezioni municipali di Barcellona che si svolgeranno nel 2019. Un controsenso perché, indipendentemente da come andrà l’esito del referendum, la coalizione indipendentista ha intenzione di dichiarare l’indipendenza unilaterale, quindi perché preoccuparsi di una sentenza dello stato spagnolo?

In tutto questo, il 9 Giugno 2017 Carles Puigdemont annuncia che il Referendum per l’indipendenza della Catalogna si svolgerà giorno 1 Ottobre 2017 senza il consenso dello Stato Spagnolo.  La domanda sarà ‘Vuoi che la Catalogna sia uno Stato indipendente sotto forma di Repubblica?’

Una curiosità, essendo questo referendum totalmente illegale (cioè non regolato dalle leggi spagnole), non è possibile organizzarlo come si organizzano le elezioni o un referendum normale. Capita ad esempio il sindaco di Lleida e il sindaco di Cornellà de Llobregat hanno rifiutato di aprire gli edifici pubblici per fare svolgere le attività elettorali del famoso referendum separatista e gli indipendentisti non l’hanno presa bene, in questi giorni in Spagna non si parla d’altro che dei manifesti intimidatori ai danni del sindaco e di altri detrattori, manifesti che sono comparsi durante la notte per le strade di Lleida.

(*) è curioso il fatto che gli indipendentisti sostengono che dopo l’uscita della catalogna dalla Spagna, i cittadini catalani continueranno ad essere cittadini spagnoli (perché non esiste nessuna legge che può privare agli spagnoli di avere la cittadinanza spagnola) e come cittadini spagnoli, i catalani saranno anche cittadini europei. Questo ragionamento è così contorto che presto scriverò meglio su questo tema.

Un pensiero riguardo “Catalogna: Consulta del 2014 e Referendum del 2017. Facciamo chiarezza.

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